“Varese, quel teatro pieno sotto la nevicata”

“Varese, quel teatro pieno sotto la nevicata”

VARESE E’ di nuovo “febbre” da Massimo Ranieri al teatro di Varese. Il popolarissimo cantante e attore napoletano porta ancora, mercoledì, alle 21,  nella Città giardino, sul palco della sala di piazza Repubblica il suo fortunato spettacolo «Canto perché non so nuotare… da quarant’anni!». Si tratta dell’one man show autobiografico che ha battuto davvero molti record con le sue ormai cinquecento repliche nei teatri di tutta Italia, nelle ultima stagioni e con un numero di spettatori astronomico, specialmente in tempo di crisi, che tocca il milione. Nonostante la tournée ormai chilometrica, che somiglia ad una vera e propria maratona, il cantante di «Perdere l’amore» e di «Rose rosse”», giusto per citare alcuni suoi grandissimi successi discografici, non

perde l’entusiasmo e si mostra felicissimo anche di tornare a Varese. “La “mia” Varese – esclama in principio d’intervista – una città a cui sono molto legato. Da voi ho trascorso due mesi interi qualche anno fa, mentre giravo un film,  “Il prezzo del denaro”Fu un’esperienza davvero positiva, con un cast e una troupe affiatati e divertenti. Poi ricordo ancora lo spettacolo dello scorso inverno, proprio al teatro di Varese, in coincidenza con la grande nevicata che aveva lasciato a piedi anche me.  Entrai in scena e c’erano pochi spettatori ma gli organizzatori mi assicurarono che non mancava nessuno ed effettivamente, tutti si presentarono all’appuntamento, affrontando anche dei disagi per vedere me. Una fantastica soddisfazione per un artista».

Insomma, Ranieri, nonostante Napoli e Varese siano due città molto diverse e lontane, il pubblico varesino la ama. Come se lo spiega?
Insomma, scherzando potremmo dire che “Ranieri è come Garibaldi”. Unisco l’Italia! Battute a parte, credo che il pubblico apprezzi la sincerità che metto in tutto quello che faccio, da quarant’anni, appunto, senza mai improvvisare e senza confondere le carte. Mi presento sulla scena e propongo me stesso e la mia arte.

Lo spettacolo che vedremo in scena è largamente autobiografico ma è fatto anche di canzoni, di coreografie e molto altro. Quale l’ingrediente vincente che l’ha portata a cinquecento repliche?
Io penso che piaccia soprattutto il racconto vero  di una vita e dell’evoluzione da una situazione di povertà, di cui non ho mai fatto mistero, al successo e all’agiatezza che fortunatamente ho raggiunto. La ricchezza e i soldi non sono stati mai il mio primo interesse ma certamente vivere bene è la speranza di tutti. Credo che questo colpisca.

E poi, non dimentichiamo le donne, che sul palco, con lei, sono numerosissime…
Sì, devo dirlo, con questo spettacolo ho voluto proprio rendere un omaggio alla donna e per questo ho scelto di circondarmi solo di artiste. Per la verità avrei desiderato avere anche tecnici e maestranze donne ma in questa categoria, le possibilità si riducono. Peccato! Quest’anno, la chicca sarà costituita dalla presenza di tre coriste bravissime, che mi affiancano nelle canzoni. E con loro siamo in venticinque… Per un palco che è tutto rosa, tranne che per la mia presenza!

Non è un po’ una “sindrome da sultano”?
Ma no, al contrario. Il mio intento è proprio esaltare il genere femminile. Ci pensi. Nell’arte e nella letteratura, le migliori liriche, le più grandi opere sono dedicate alle donne. Non potremmo vivere senza.

E ora, nella sua vita, il rapporto con il genere femminile è di pace o di guerra?
Al cinquanta per cento, come sempre accade. La mia storia è legata a figure femminili fondamentali, tra cui su tutte, mia madre. Amo le donne, incondizionatamente.

Torniamo a parlare della sua carriera, che è completa e ricca, tra teatro, canzone, cinema. Cosa vuole fare “da grande”?
Premetto  che ogni genere, se affrontato con amore e passione, regala emozioni grandissime. Così è stato per la mia esperienza teatrale che ha toccato vertici altissimi con il maestro di sempre, Giorgio Strehler, e per tutto ciò in cui mi sono cimentato. Certamente però, “da grande” sarò cantante e le dirò di più, credo che senza questa mia vocazione al canto, non sarei riuscito neanche ad arrivare sul palcoscenico teatrale. Canto e  recitazione sono due facce del mio essere, come “Dottor Jekyll e Mr. Hyde”.

E chi è Hyde?
E chi lo sa? Probabilmente il mostro riguarda entrambe le mie anime.

Per concludere questa nostra chiacchierata, rivolgiamo un pensiero alla sua città, Napoli, che anche in questi giorni è afflitta da problemi di non facile soluzione. Cosa ne pensa da napoletano doc?
Tendo a dividere la situazione della città dalle difficoltà di una classe politica che, al momento, non mi pare pronta ad affrontare problemi così gravi. Vivo questa situazione con dolore ma con la speranza che i napoletani sappiano riprendersi presto dalla crisi della spazzatura. Amo la mia città come si ama una donna, bella e dannata.
Sara Cerrato

Canto perché non so nuotare… da quarant’anni
Teatro di Varese, 10 novembre, ore 21. Biglietti da 65 a 45 euro. Info: 0332/284224 – 247897 o [email protected].

v.colombo

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google