Appello del prof. Furia:"Bisogna dire addio al petrolio"

Appello del prof. Furia:"Bisogna dire addio al petrolio"

VARESE (lr) «Spero che la tecnologia sia messa al servizio di una nuova civiltà dell’agricoltura che sostituisca l’attuale civiltà del petrolio perché abbattere la produzione di Co2 deve diventare la nostra priorità». Lo ha ribadito con forzail professor Salvatore Furia, il fondatore della Società astronomica Schiaparelli e del Centro geofisico prealpino del Campo dei Fiori intervenendo all’assemblea dei soci della Confagricoltura di Varese che ieri gli ha consegnato la targa di «Gentiluomo dell’agricoltura di Varese».A consegnare la targa è stato il presidente dell’associazione di categoria Pasquale Gervasini che in un discorso molto sentito ha precisato le ragioni del riconoscimento a Salvatore Furia «che per tanti anni ha fornito previsioni climatiche utilissime agli agricoltori e alle loro attività». Dal canto suo Furia ha ringraziato tutti quanti «e dato che l’ufficio supremo lassù – indicando il cielo con il bastone – alla fine mi ha dichiarato rivedibile, voglio impiegare il mio tempo in quello che ho sempre fatto da quando nel 1956 ho fondato la Società astronomica Schiaparelli e il Centro geofisico

prealpino che oggi sono dei beni pubblici». E da qui è partito l’invito del professore rivolto a politici e amministratori locali perché facciano visita al centro del Campo dei fiori, ma soprattutto perché a loro volta facciano pressione «sui parlamentari di ogni schieramento, sui ministri e quindi sul governo perché l’Italia riduca al più presto le emissioni di Co2». Da quando viene rilevata anche con la strumentazione del’osservatorio, la presenza di anidride carbonica nell’aria «è in continuo aumento – ha affermato Furia – e se non invertiamo subito la tendenza a metà di questo secolo la situazione potrebbe diventare troppo critica. Spero di sbagliarmi – ha aggiunto – ma le trivellazioni effettuate ai Poli evidenziano un inequivocabile scioglimento dei ghiacci». Da qui l’invito a tutelare boschi e foreste che sono il miglior contrasto alla Co2 e anche ad incentivare l’agricoltura «come attività primaria dell’uomo». «Dobbiamo riconoscere a questo settore il valore fondamentale che ricopre e sostituire l’attuale civiltà del petrolio con la civiltà dell’agricoltura da sostenere anche con l’aiuto della tecnologia».

e.marletta

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