Roma, 9 nov. (Apcom) – Il “partito moderno” anzi “futurista” di Gianfranco Fini, “sta rivelando di portare nel suo dna qualcosa di strutturalmente e – per quanto ci riguarda – di inaccettabilmente vecchio: la pretesa radicaleggiante di dividere il mondo in buoni e cattivi, in arretrati e progrediti culturalmente, sulla base di una premessa e di un pregiudizio ideologico”: il direttore del giornale dei vescovi, ‘Avvenire’, risponde così ad una lettera di un lettore che esprime perplessità sulle dichiarazioni del leader di Futuro e libertà relative alla famiglia.
“Il ronzio di fondo che accompagna le dichiarazioni del leader – prosegue Marco Tarquinio – ricorda, poi, le sicumere dell`anticlericalismo proprio, con le sue ambizioni e le sue miserie, di una certa Italia liberale in tutto e con tutti tranne che nei confronti dei cattolici”.
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Ska
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