VARESE Digitale terrestre, ultima chiamata: per 127 comuni della nostra provincia (Varese, Busto Arsizio e Gallarate in testa), quella di venerdì sarà una data a suo modo «storica». E comunque senza appello. Nel senso che si spegnerà definitivamente la vecchia tivù analogica e, per chi non si sarà adeguato, il risultato sarà che il bel televisore domestico altro non diventerà che un ingombrante soprammobile. Addio alle soap, e al tiggì, addio ai vari Vespa e Santoro, addio allo svago e all’approfondimento. Schermo nero, arrivederci e grazie.
Stavolta non si scherza: lo switch over del maggio scorso – con il passaggio di Rai Due e Rete4 al digitale – era stato un antipasto. Un avviso ai telenauti. Stavolta si serve la portata principale. E chi entro il 26 novembre non si sarà munito di televisore con decoder incorporato, decoder esterno, Sky digital key (nel caso di abbonati della tivù di Rupert Murdoch) o TivùSat (piattaforma satellitare made in Italy), finirà fuori onda.
Nei negozi specializzati il conto alla rovescia è iniziato e gli operatori s’attendono una vera e propria abbuffata di digitale terrestre nell’ultima ora. Gli stessi antennisti, il cui lavoro negli ultimi mesi è andato progressivamente aumentando, ne sono certi: sarà un periodo duro. Forse durissimo. Anche perché sembra che un buon 50 per cento di varesini abbia atteso fino ad oggi per mettersi in regola con il nuovo corso della tecnologia. Complice, probabilmente, la necessità di dover mettere mano al portafoglio.
Ecco, dunque, qualche informazione utile per cadere quantomeno in piedi al momento dello switch off definitivo che, per inciso, coinvolgerà l’intera regione, e conseguentemente le tre grosse città della provincia e tutti i restanti comuni rimasti ancora legati all’analogico. Il primo passo sarà dotarsi di un decoder esterno o di una tivù con decoder incorporato. «Per quanto riguarda i decoder, il costo varia a seconda che si tratti di decoder normale o interattivo, ovvero con possibilità di visione delle pay tivù come Mediaset Premium» spiega Moreno Geroldi di Luvinate, installatore con 40 anni di mestiere alle spalle e un figlio pronto a seguirne le orme. «Va benissimo anche un decoder da 30 euro, specie per le persone più anziane, ma personalmente consiglio sempre di stare attenti alle sottomarche e di valutare che l’apparecchio sia dotato di un periodo sufficiente di garanzia». Chi invece ha voglia di pay tivù, può arrivare a versare fino a 120-130 euro. È ovvio che ogni singolo televisore dovrà essere dotato di relativo decoder:«Nel caso, però, non vi sia la necessità di vedere programmi diversi nello stesso momento su differenti televisori, ci sono apparecchi che rimandano il segnale da un impianto all’altro a costi contenuti».
Ma la domanda è: quello che vedevo prima, continuerò a vederlo? In teoria sì, e probabilmente si vedranno anche nuovi canali, ma è possibile che qualcuno vada perso per strada: «Nelle città in linea di massima la copertura è assicurata – prosegue Geroldi – anche per le tivù locali, già passate sulla piattaforma digitale. Ma è possibile che, soprattutto nelle valli, ci siano coni d’ombra». Anche perché non verranno collocati nuovi ripetitori a meno che non vi siano da raggiungere territori con almeno 5mila abitanti. Coni d’ombra, dunque, che fare? In questo caso bisognerà posare lo sguardo su TivùSat, la piattaforma digitale tricolore: «Funziona con una parabola (come quella di Sky) e un apposito decoder – scandisce l’antennista – In commercio ve ne sono di almeno sei fasce di prezzo. Parabola e decoder (100-130 euro in media) consentono di vedere i canali in chiaro ma, per abilitare la tessera inclusa nel pacchetto (per farlo è sufficiente una telefonata), bisognerà essere in regola con il canone». Ovviamente, l’intera operazione comporta costi più alti rispetto a quella “tradizionali”, da 200 a 300-350 euro compreso il montaggio della parabola.
Chi si è già dotato di decoder, e ha constatato che tutto funziona al meglio, tra venerdì e sabato dovrà tuttavia farsi carico di risintonizzare il proprio decoder: «Bisogna accendere il decoder, andare sul menù e posizionarsi alla voce “sintonizzazione automatica dei canali”» suggerisce Geroldi. Dal fine settimana, infatti, da Rai e Mediaset in giù, tutti cambieranno canale. E quindi non compariranno più tra quelli già memorizzati dall’apparecchio.
A operazione conclusa, si avrà il verdetto: funziona? non funziona? In quest’ultimo caso è possibile che si debba mettere mano all’antenna: «Io consiglio di attendere lunedì 29 prima di salire sul tetto, proprio per fare in modo che la sintonizzazione definitiva dei canali possa dirsi completa – conclude Geroldi – In alcuni casi, soprattutto nei condomini, è possibile che si debbano modificare le frequenze di alcune centraline. Per quanto concerne l’antenna domestica, invece, si potrebbe dover agire sull’orientamento».
Sara Bartolini
e.marletta
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