di Andrea Confalonieri
Luca Sogliano, parliamo di Padova.Velocemente e senza tanti fronzoli, però: con l’allenatore abbiamo dimenticato il risultato già domenica sera e stiamo pensando alla Reggina.ùE cosa vi siete detti, prima di archiviare?Che ad Ascoli abbiamo giocato una partita perfetta ed è finita 0-0. Mentre a Padova sui gol presi abbiamo sbagliato ma alla fine abbiamo vinto.Morale?Se vinci, vedi meno errori di quelli che in effetti commetti, anche se non voglio fare quello che non è mai contento e allora dico che siamo una squadra con gli artigli. Fino all’ultimo vogliamo fare sempre qualcosa in più di quello che dice il risultato del campo. Teniamoci l’ardore e la cattiveria agonistica oltre alla capacità che abbiamo dentro di lanciare quello scatto in più degli altri prima del traguardo: per il Varese, le partite non sono mai finite. Prendete Frara e Carrozza.Cosa ci facciamo con loro?Al di là dei gol, avevavo l’atteggiamento giusto. Sul 2-2 al 93′, Frara poteva buttare la palla in tribuna e invece è corso verso l’area avversaria, è stato buttato giù e ha procurato la punizione vincente. Ecco cos’è lo scatto in più. Ora ci serve quello dei tifosi.Cioé?Quella di sabato è la gara più importante e dura.Perché?La Reggina gioca molto bene a calcio, è libera di testa ed è in salute, forse più di noi. E avrà almeno mille tifosi con sé.Quindi?Dopo la vittoria di Padova
dobbiamo avere un ambiente speciale.Speciale come?Quando i giocatori usciranno dal tunnel non dovranno essere applauditi perché hanno vinto in Veneto ma perché vogliono battere i calabresi. Masnago tra cinque giorni deve trasmetterci emozioni, voglia, fame. Se riuscirà a farlo, il Varese farà certamente una partita da Varese.Dovrete annusare il clima di una grande partita.Quella di sabato lo è: voglio una bolgia al Franco Ossola. Perché adesso è la gente che ci deve dire cosa dobbiamo fare in questo campionato. Deve allungarci una mano e tutto quello che ha in corpo perché finora abbiamo speso molto: solo così potremo dare ancora di più. E deve farlo sabato.Passa un treno ed è il pubblico che può afferrarlo?Non siamo all’ultima spiaggia, non è una finale ma le stagioni cambiano se vinci partite come la prossima. Ci sono momenti, in un campionato, in cui hai bisogno di sentire il cuore della tua gente e del tuo stadio: è il momento.Quel Pisano sanguinante e poi bendato sembrava il capo dei pirati: ha dato il via all’assalto finale.Il Varese si rispecchia in questa immagine. E in un’altra, ancora più bella: correre sotto la curva dopo un gol. Siamo arrivati qui, noi e i tifosi, come una cosa sola. Andiamo avanti così.Facciamo un patto.Quale?Se sabato arrivano in 6.000 e Masnago è una bolgia, il Varese batte la Reggina.Si può fare. Ma non mettetelo nel titolo.
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