Guerra al pedaggio della A8 Prima vittoria per Varese

Guerra al pedaggio della A8 Prima vittoria per Varese

VARESE Villa Recalcati vince la prima battaglia contro la barriera di Cavaria: il ricorso depositato al Tar della Lombardia a metà novembre è stato accolto giovedì, come formalmente notificato alla Provincia in giornata. La guerra però è appena iniziata, e a sentire il padrone di casa di piazza Libertà, le speranze di vincerla sono ben poche. «È estremamente difficile, se non addirittura improbabile», ammette il presidente Dario Galli. Significherebbe abolire il pedaggio, quindi, tradotto in soldoni, evitare il pagamento di 1 euro e 30 centesimi ad ogni passaggio, da e verso il capoluogo. «Sicuramente – aggiunge – è un primo tassello che abbiamo messo, perché se anche il Tar ha riconosciuto la legittimità del ricorso vuol dire che lo abbiamo impostato bene e che le argomentazioni sono legittime. Non è nostra abitudine fare grandi proclami dimenticati il giorno dopo ma cose ragionate in stile più mitteleuropeo». Con il suddetto stile metteleuropeo, la Provincia dunque ha depositato un ricorso per dimostrare l’illegittimità del pedaggio alla barriera tra Cavaria e Gallarate basandosi sullo stesso principio adottato in altri casi, ad esempio sul raccordo anulare di Roma. In parole povere: il tratto tra Gallarate e Varese si percorre solo per sbucare a Varese o per raggiungere Gallarate, perché a Varese finisce anche il tracciato; significa che quel pezzo di strada ha la

caratteristica di un raccordo, e non di un’autostrada, che per essere tale dovrebbe collegare ad una rete. Sul territorio nazionale però esistono una serie di raccordi autostradali gestiti direttamente da Anas e non sottoposti a pedaggio, a differenza di quanto avviene a Varese. La situazione, come sottolineato dalla Provincia, fa emergere una discriminazione pur con la stessa tipologia di struttura. L’udienza di merito è fissata per il prossimo 26 maggio. «Non possiamo fare niente fino a quella data – spiega Galli – ma il ricorso è stato un passo importante. Ricordo anche a quelli che hanno criticato che l’aumento non era ricorribile perché si trattava di una legge dello Stato. Abbiamo potuto procedere solo quando è emersa la distinzione tra raccordo e autostrada, a quel punto è partito l’iter per il ricorso». Anche se sull’esito, come si diceva, c’è un certo scetticismo. «Darci ragione vorrebbe dire aprire la diga», chiarisce, «e dubito che succederà. Partiranno ricorsi da tutte le parti. Sarà un bella lotta a livello legale, ma non chiedo niente se non che la legge sia applicata nello stesso modo per tutti. Ma indipendentemente dal risultato, dal punto di vista politico abbiamo migliorato la consapevolezza dei nostri cittadini di essere trattati in modo differente e di dover pagare anche per chi altrove non lo fa». Francesca Manfredi

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google