Varese, islamici alla politica “Ora vogliamo nuovi spazi”

Varese, islamici alla politica “Ora vogliamo nuovi spazi”

VARESE A Milano i musulmani lanciano il loro candidato sindaco e un’inedita lista: si tratta di “Milano nuova” che candiderà Abdel Hamid Shaari, presidente dell’Istituto culturale islamico di viale Jenner. A Varese non siamo ancora a questo punto ma qualcosa si sta comunque muovendo. «I tempi in effetti non sono maturi – conferma il direttore del centro islamico di via Giusti, Giorgio Stabilini – ma anche a Varese in futuro è probabile che avremo una nostra rappresentanza politica». La comunità islamica di Varese è attiva sul territorio e anche se non presenterà una sua lista ha tutta l’intenzione di cercare e coltivare un rapporto con le istituzioni. Senza schierarsi per forza da una parte piuttosto che dall’altra. «Abbracciamo tutto l’arco costituzionale – continua Stabilini – siamo aperti nei confronti di tutti e vogliamo dialogare alla pari. Ci interessa avere interlocutori che riescano ad andare anche oltre i pregiudizi, che sono stati ingigantiti da dieci anni a questa parte, e quindi siamo per il dialogo con la Lega Nord e con il Pdl così come con il Pd. Insomma, con chiunque abbia voglia di mettersi al confronto con una realtà ormai assodata, ovvero la presenza di musulmani sul territorio italiano». Non si tratta certo di una minaccia, anzi: è la richiesta di essere tenuti in considerazione per poter aprire un dialogo. «Non chiediamo chissà cosa – continua il direttore del centro islamico – le nostre esigenze sono molto poche. Come tutti i cittadini con pari diritti, ci interessa avere un luogo dove riunirci e avere la possibilità di

insegnare la lingua araba. Niente di stravolgente. Ma sono esigenze fondamentali». Insomma, in vista delle comunali, la comunità musulmana, che tra Varese ed hinterland conta circa 4.500 fedeli, lancia un messaggio fondamentale: «Ci siamo e vogliamo essere tenuti in considerazione». E per farlo è disposta a dialogare con tutti. Non solo con il centrosinistra, come solitamente avviene, visto che sul rapporto con gli stranieri la coalizione di Pd ed alleati è più sensibile. Ma persino con il centrodestra, e anche, a Varese, con la Lega. Bisogna capire se questa comunicazione abbia qualche chance di aprirsi o se le forze di maggioranza siano più propense a chiuede la porta a priori. «In questo caso, però, sarebbe un grave errore – sottolinea Stabilini – perché ormai la società è cambiata, l’Italia è multietnica, e bisogna confrontarsi con le nuove realtà. Soprattutto per eliminare i pregiudizi. Noi vogliamo uscire dal nostro guscio. Essere aperti. Ed interloquire. Anche per fare presente alle istituzioni chi siamo e che esigenze abbiamo». Tra le quali appare anche la questione del luogo di ritrovo. Oggi, a Varese, c’è solo il centro di via Giusti, nel quartiere delle Bustecche. Si è, invece, per il momento arenata l’operazione per l’allestimento di un nuovo centro in viale Valganna. Ma solo per il momento. L’immobile, infatti, è ancora di proprietà della comunità islamica. «Abbiamo avuto problemi economici per la crisi, un po’ come tutti, negli ultimi periodi. Al momento quella sede è solo un magazzino – conclude Stabilini – Ma in futuro il progetto potrà andare avanti».Marco Tavazzi

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google