Milano, 29 apr. (Apcom) – Esplode lo scandalo baskettopoli. La
Polfer di Reggio Calabria ha eseguito la misura cautelare
dell’interdizione dai pubblici uffici nei confronti degli ex
vertici del Comitato italiano arbitri: il presidente Giovanni
Garibotti, Giovanni Battista Montella, responsabile del Settore
commissari speciali e Alessandro Campera, designatore dei
commissari speciali. I tre, indagati anche per associazione per
delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio e alla frode in
competizioni sportive, sono stati denunciati dopo un anno e mezzo
di indagini, insieme a 53 arbitri e commissari, appartenenti al
Cia, organo tecnico della Federazione italiana pallacanestro.
Le indagini riguardano anche alcuni presidenti di squadre che
richiedevano l’invio di arbitri “compiacenti”. I reati contestati
sono abuso d’ufficio e frode in competizioni sportive per avere,
nelle stagioni sportive 2007/2008 e 2008/2009, condizionato le
graduatorie arbitrali e condizionato alcune gare del campionato
di basket.
Gli arbitri ed i commissari indagati, residenti in svariate
regioni italiane, appartengono alle categorie A dilettanti
maschile – A1 femminile; B maschile-A2 femminile, C maschile – B
Femminile. Nei giorni scorsi la polizia postale di Reggio
Calabria ha acquisito una ingente mole di documenti presso la
sede di Roma della Federazione italiana pallacanestro, relativa
agli anni agonistici che vanno dal 2006 ad oggi, ancora al vaglio
degli inquirenti.
Secondo la polizia, dalle indagini è emerso che negli ultimi anni
il sistema delle valutazioni degli arbitri era pesantemente
condizionato dai vertici del Comitato italiano arbitri, i quali,
già prima delle partite, stabilivano i voti da dare agli arbitri
designati, decidendo quindi, a priori, senza tener conto della
prestazione effettuata dagli stessi, e già all’inizio dell’anno,
chi degli arbitri dovesse salire o retrocedere.
Le indagini sono state avviate nella seconda metà del 2007, dopo
che alcuni arbitri (uno di Reggio Calabria, uno di Caserta e uno
di Pesaro) avevano denunciato di essere stati vittime di un
sistema corrotto e l’esistenza di un’organizzazione che
condizionava giudizi e arbitraggi, determinando l’avanzamento in
carriera di alcuni e la penalizzazione e retrocessione di altri.
Sempre secondo gli investigatori, le prime ipotesi di reato sono
state commesse durante una partita svoltasi a Reggio Calabria nel
settembre 2007. La Procura di Reggio ha quindi delegato la
Polizia Postale a procedere con le indagini, attraverso una serie
di intercettazioni telefoniche e telematiche durate circa un
anno. In breve la scoperta che i tre denunciati penalizzavano gli
arbitri “non consenzienti alle loro indicazioni”, facendoli
retrocedere, favorendo quegli arbitri che si attenevano alle
disposizioni ricevute. Attraverso gli arbitri consenzienti, i tre
favorivano alcune squadre a danno di altre, determinando
promozioni e retrocessioni di diverse squadre: gli incontri
oggetto d’indagine, allo stato, riguardano alcune squadre di
Toscana, Umbria e Sicilia. L’indagine prosegue con l’audizione
dei soggetti coinvolti, compresi i presidenti di alcune squadre,
dalle cui dichiarazioni la magistratura attende sviluppi.
Red-Alp
MAZ
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