VARESE «Ci sono due modi per affrontare il problema sicurezza», dice il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. «Quello del facciamo tutto subito, che vuol dire non facciamo niente, e quello che inizia con lo sviluppare in alcune aree identificate un modello che poi verrà esteso progressivamente a tutte le province d’Italia». Questa è la formula adottata dal Viminale, l’unica possibile «perché è pragmatica, concreta e tiene conto delle limitate risorse che ci sono oltre che della necessità di procedere per gradi e non contemporaneamente». Antivigilia di Natale: sono le 10 del mattino quando il titolare leghista dell’Interno inizia una visita d’auguri alla questura cittadina. Un’occasione preziosa per fare il punto sulla validità del pacchetto «Varese sicura», messo a punto dal ministero per fare di questa provincia un «laboratorio di sicurezza integrata». E chiudere le finestre che fanno
arrivare in città gli spifferi di una violenta polemica politica scatenata dai vertici lariani di Alleanza Nazionale, che attraverso il senatore e coordinatore provinciale Alessio Butti, ha recapitato a Maroni tutta la rabbia di chi si sente «figlio di nessuno» rispetto alla «superpotenza leghista varesina». Pochi quattrini, pochi mezzi, poche poltrone d’eccellenza, denuncia Como. Ma, soprattutto, pochi agenti delle forze dell’ordine: «Non è Como a lamentarsi ma uno o due personaggi della politica di Como, ma non mi toccano le polemiche» lascia cadere il ministro: «Ripeto, le strade sono due. E noi abbiamo scelto di percorrere l’unica possibile. Chi lo capisce bene e chi non lo capisce continui a far polemica, sono affari suoi. Visto che è Natale non voglio essere troppo cattivo e pungente con tutti i miei amici politici e parlamentari di Como».
Punto, e a capo. Ovvero, si ricomincia da Varese, dove il 2 dicembre scorso proprio il ministro varesino aveva annunciato un aumento di uomini e mezzi per il controllo del territorio, e dove martedì ha risposto all’ultimo grido di dolore: quello dei vigili del fuoco, da mesi stretti nella morsa di una impressionante carenza di personale: «Abbiamo già intensificato la presenza delle forze dell’ordine, siamo intervenuti nelle situazioni più a rischio come quelle delle caserme e proprio ieri (lunedì, ndr) ho firmato un decreto che potenzia la struttura dei vigili del fuoco provinciale».
Arriveranno 16 nuovi pompieri, annuncia il ministro, che provvede poi di persona a comunicarlo agli interessati con una visita al comando provinciale, cui s’aggiungono quella ai carabinieri, alla finanza e alla Forestale.
«Varese – rimarca – è un po’ un laboratorio dove vogliamo realizzare un modello di sicurezza integrata su tutta l’area provinciale per vedere che cosa effettivamente serve e poi mandare le risorse umane e le risorse tecniche necessarie per garantire il massimo livello di sicurezza». Una volta testato il modello, «verrà esteso a tutte le province». Ovviamente, «ci vorrà un po’ di tempo, non tutto si può fare subito, però sono molto soddisfatto del lavoro fatto fin qui dalle forze dell’ordine e da noi, e spero che i cittadini lo percepiscano».
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