Altre scintille tra Serra e Varese Fontana: “Si scusi pubblicamente”

Altre scintille tra Serra e Varese Fontana: “Si scusi pubblicamente”

VARESE Michele Serra attacca ancora Varese. E critica l’amministrazione guidata dal sindaco leghista Attilio Fontana per averlo querelato. L’episodio risale al 2009, quando il giornalista scrisse, nella sua rubrica “Satira preventiva” sull’Espresso, che Varese poteva essere premiata con il titolo di gruzzolo dell’umanità dall’Unesco. «È la città più vicina a Malpensa. Ma inspiegabilmente il suo enorme potenziale turistico è sottovalutato. Soprannominata la Firenze del Nord dall’assessore leghista Walter Garlusio, detto il Casciabàl, Varese dispone di centinaia e centinaia di case, due giardinetti pubblici con scivolo e altalena, una sala biliardi e un coiffeur per cani. Non avere valorizzato questo immenso giacimento culturale, sostiene la Lega, è stato un grave errore. Chiederemo all’Unesco di riconoscere a Varese lo status di patrimonio dell’umanità. I funzionari dell’Unesco, in visita a Varese, si sono detti disposti a concedere, al massimo, lo status di gruzzolo dell’umanità». L’articolo non era piaciuto al sindaco Fontana, il quale ha ritenuto, dopo un consulto con gli assessori, che il giornalista si fosse spinto troppo oltre la satira, e avesse superato il limite della battuta, per passare all’offesa gratuita. Da qui la querela da parte della giunta, affidata all’avvocato varesino Gianfranco Orelli. Oggi nella procura della Repubblica di Roma la questione va avanti ed esiste un fascicolo a notizia di reato relativo ad indagini preliminari. Serra ieri su Repubblica è tornato sulla questione, nell’ambito di un articolo sulla cultura, ricordando «di essere la prima persona al mondo querelata da una città. Trattasi della città di Varese, la cui giunta, sindaco in testa,

non ha gradito un articolo di satira pubblicato sull’Espresso».E ha aggiunto: «Per molti dirigenti ed amministratori leghisti (non tutti, si spera) non è l’ignoranza a disarmare il popolo. È la cultura. Spiace, e allarma, che spesso siano assessori alla cultura a trasformare questa diffidenza in censura». L’articolo su Repubblica non parla solo del caso di Varese, anzi apre con la questione dell’assessore provinciale alla cultura di Venezia che ha chiesto di fare sparire dalle biblioteche i libri degli autori pro Battisti. Il quale non intende tornare sui suoi passi. O forse sì. «Potrei anche pensare di ritirare la querela – dice Fontana – ma Serra dovrebbe scusarsi pubblicamente con la città. La satira è una cosa, l’offesa fine a se stessa un’altra. A me piace l’ironia, ma non quando diventa un insulto grave. Lo invito a leggere insieme a me il suo articolo e dirmi che non è un’offesa definirci degli ignoranti». Comunque, la porta resta aperta. «Se si scusasse pubblicamente, potrei anche ritirarla. Al contrario, vorrà dire che con i soldi che ci risarcirà potremmo compensare qual cosina sui tagli del Governo». Su Fontana arriva però la censura del centrosinistra. «Servirebbe un tasso maggiore di autoironia – dice il capogruppo del Pd Emiliano Cacioppo – oltre alla capacità di valutare attentamente le risorse da spendere per avvocati. Tra le altre cose sono sempre stato per la stampa libera e qualsiasi manifestazione è accettata, non posso pensare ad un mondo che querela qualsiasi persona non in linea con il potere». Marco Tavazzi

s.bartolini

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