L’Italia non è un paese per neonati, Istat: Parti ancora in calo

L’Italia non è un paese per neonati, Istat: Parti ancora in calo

Roma, 24 gen. (TMNews) – L’Italia, si sa, non è un paese per neonati e l’Istat conferma che nel 2010 i parti calano inesorabilmente rispetto al 2009 e raggiungono i livelli del 2005, uno degli anni più ‘avari’ dal punto di vista delle nascite. Scende anche il numero medio di figli per donna, tanto che l’istituto di statistiche ritiene “pressoché esaurito il trend di recupero degli ultimi anni” dell’Italia rispetto agli altri Paesi.

Nel suo dossier ‘Indicatori demografici 2010’, l’Istat spiega infatti che le nascite stimate lo scorso anno sono state circa 557 mila, circa 12.200 nascite rispetto al 2009. Per rilevare un numero di nascite inferiore a quello del 2010 occorre tornare al 2005, quando se ne rilevarono circa 554 mila. La riduzione delle nascite rispetto al 2009 (-2,1%) risulta generalizzata su scala territoriale, tranne che per Molise (+2,3%), Abruzzo (+1,5%), Provincia autonoma di Bolzano (+0,6%) e Lazio (+0,1%).

Analizzando la composizione delle nascite secondo la cittadinanza della madre, risulta che le nascite da madre italiana registrano un calo di oltre 13 mila unità sul 2009, pur continuando a rappresentare una quota di gran lunga prevalente. Contestualmente si fa sempre più importante il contributo alla natalità delle madri di cittadinanza straniera: l’Istat stima, infatti che nel 2010 oltre 104 mila nascite (18,8% del totale), siano attribuibili a madri straniere (erano 35 mila nel 2000, pari al 6,4% e 103 mila nel 2009 pari al 18,1%), di cui il 4,8% con partner italiano e il restante 14% con partner straniero.

(segue)

Sav

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google