VARESE Stanchezza «almeno nove e mezzo» su una scala di dieci, ma Attilio Fontana da questa campagna elettorale esce in gran forma. «Sono riuscito a perdere quasi 4 chili», racconta lui, «ed erano chili in eccesso che avevo addosso quindi direi che fisicamente mi ha fatto sicuramente bene». Dal punto di vista mentale però è un’altra storia, e la stanchezza in questi giorni è venuta fuori. Ieri, primo giorno di chiamata alle urne per i suoi cittadini, mentre qualcuno avrebbe scommesso sul golf, sua grande passione, Fontana si è dedicato nel limite del possibile al riposo, alla mattina, e per il resto prevalentemente ai suoi bambini. «Mi sono riposato – racconta – poi sono uscito a mangiare con i miei bimbi e sono andato al saggio di pattinaggio di mia figlia». Ha il viso un po’ tirato il sindaco uscente, ma non è particolarmente preoccupato del riscontro delle urne che si saprà oggi stesso. Quel che doveva fare ha fatto, e così ha deviato i pensieri altrove nel giorno in cui i varesini sceglieranno se riconfermarlo o cedere il suo posto a Luisa Oprandi. La campagna elettorale del resto è stata «molto faticosa» ma «estremamente positiva», per lui: «Valeva assolutamente la fatica. Nel complesso direi positiva, anzi positivissima, perché ho avuto l’occasione di incontrare moltissima gente». Da ultimo, proprio quando il 49,3% del primo turno lo ha costretto ad un prolungamento della campagna elettorale in vista del ballottaggio due settimane dopo, ha messo in agenda dei
tour per la città quotidiani. Insieme alle persone che l’hanno sostenuto, amici e candidati indistintamente di Pdl e Lega, è andato porta a porta da negozianti, associazioni, in qualche caso privati cittadini, in centro e nelle castellanze. Bello sì, ma anche faticoso. In aggiunta, di pranzi, cene e aperitivi elettorali ha perso il conto già da un po’. Fortunatamente per la bilancia non ha mangiato granché. «Più che meglio o peggio direi che ho mangiato e bevuto molto meno. Quasi sempre dovevo parlare lì o ad appuntamenti successivi, e quando devo parlare preferisco non esagerare per non rischiare brutte figure», ammette. La corsa alle elezioni per lui è andata avanti proprio fino all’ultimo, più o meno «venerdì sera alle due e mezza», racconta, «quando ho salutato Bossi dopo la serata di chiusura». Mente sgombera però neanche a parlarne, almeno per tutta la giornata di sabato. Fontana infatti è sindaco uscente, e sindaco resta a tutti gli effetti per l’ordinaria amministrazione fino alla nuova nomina: non basta aver chiuso la campagna per la sua candidatura a sollevarlo dagli impegni istituzionali. «Sabato sono andato avanti a partecipare agli eventi il calendario, erano impegni istituzionali. Mi sono riposato un po’ soltanto ieri». Domani non si presenterà in Comune prima del pomeriggio, almeno così ha in programma, mentre martedì mattina in un caso o nell’altro sarà nell’ufficio di Palazzo Estense: «Se sarò rieletto a riprendere in mano subito le cose, se no a fare gli scatoloni da portarmi via».
s.bartolini
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