Roma, 1 giu. (TMNews) – “Si sono verificati rilevanti mutamenti sul piano normativo ed istituzionale che hanno ridisegnato il contesto entro cui occorre valutare la permanenza o meno delle ragioni poste a base del decreto”. Scrivono così il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Stefano Rocco Fava nel decreto che revoca il sequestro preventivo dei 23 milioni di euro dello Ior il 17 settembre scorso. Nell’inchiesta sono indagati il presidente dell’Istituto per le Opere di Religione, Ettore Gotti Tedeschi, e il direttore generale, Paolo Cipriani. L’accusa è di alcune omissioni in relazione alla normativa antiriciclaggio. Il gip, in dicembre, aveva confermato il sequestro.
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