Governo studia manovra da oltre 40 mld, con nuovi tagli a statali

Governo studia manovra da oltre 40 mld, con nuovi tagli a statali

Roma, 10 giu. (TMNews) – Una manovra da circa 40 miliardi che peserà prevalentemente sul biennio 2013-2014 e che quest’anno costerà circa 3 miliardi per rifinanziare spese obbligatorie come le missioni all’estero e l’esenzione dei ticket sanitari. Un’operazione che, secondo quando ha riferito il premier Silvio Berlusconi, porterà con sé anche un anticipo della delega sulla riforma fiscale che sarà contenuta in un ddl collegato da varare contestualmente alla manovra entro giugno. Secondo quanto apprende TMNews, nel menù degli interventi potrebbe esserci ancora una volta il pubblico impiego, su cui già pesa fino al 2013 il congelamento degli stipendi deciso dalla manovra della scorsa estate.

Nel complesso, si prospetta quindi un mini intervento per l’anno in corso da circa 3 miliardi, un altro di circa 5 miliardi per il 2012 mentre i 40 miliardi indicati nel Documento di economia e finanza saranno spalmati sul biennio 2013-2014. Un’operazione che arriverà in un’unica tranche a giugno. Nutrito il ventaglio di tagli su cui si lavora: oltre agli statali, nel mirino ci sono ancora una volta i ministeri con riduzioni lineari, gli enti locali (ma la partita è delicata perchè si potrebbe aprire un duro braccio di ferro come lo scorso anno), la sanità, e un giro di vite su auto blu e consulenze. Si potrebbe poi giocare la carta del rafforzamento della lotta all’evasione fiscale che però non dà garanzie certe sull’ammontare di gettito recuperabile.

L’obiettivo numero uno del titolare dell’Economia Giulio Tremonti è quello di fare tutto il possibile per rispettare gli impegni assunti con l’Europa sul pareggio di bilancio nel 2014 e tranquillizzare i mercati soprattutto dopo la sortita dell’agenzia di rating Standard & Poor’s che aveva tagliato l’outlook dell’Italia. Con una manovra pari a circa il 2,3% del Pil si garantisce, com’è scritto nero su bianco anche nel Def, il raggiungimento degli obiettivi. Sempre che non si abbia in futuro un peggioramento della congiuntura economica.

Ed è questa la ragione per cui il taglio delle tasse subito, su cui insiste Berlusconi, è impensabile per il Tesoro e non è ben visto da Bruxelles. L’accelerazione di cui ha parlato il presidente del Consiglio porterà quindi all’approvazione della delega al governo sul riassetto del fisco ma il timing per la riduzione della pressione fiscale resta immutato ed è quello di fine legislatura. Tuttavia, resta ancora il nodo delle risorse necessarie per operare il programma di riduzione delle tasse. La copertura dovrebbe essere quantificata in manovra e da ciò deriva la difficoltà maggiore ad accelerare sulla delega. Tra le ipotesi di cui si parla ci sarebbe il taglio di tre punti dell’aliquota Irpef del 23% da finanziare con l’aumento di un punto dell’Iva (sia l’aliquota ordinaria oggi al 20% sia quella agevolata al 10%).

Gab

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