Roma, 11 giu. (TMNews) – In 500mila, secondo gli organizzatori, stanno sfilando per le vie del centro di Roma per la ‘gay parade’ dell’Europride 2011, tra carri allegorici, palloncini, bandiere arcobaleno e tanta allegria. Un corteo, quello partito attorno alle 16 da piazza della Repubblica e che sta per arrivare al Circo Massimo, che non ha fatto registrare alcun momento di tensione, salvo qualche piccola contestazione alla governatrice del Lazio, Renata Polverini,
che ha voluto partecipare al corteo per portare la propria vicinanza ai manifestanti. Mentre la presidente riceveva un mazzo di fiori, consegnatole dagli organizzatori della manifestazione per ringraziarla del suo impegno, un esiguo numero di contestatori ha cominciato a gridare ‘via i fascisti dalla piazza, via via, vattene fascista’. Una piccola minoranza che, ancora prima della risposta della presidente, ha trovato la replica di alcuni organizzatori dell’Europride che hanno difeso l’impegno della Polverini.
Il secondo filo conduttore del corteo riguarda, invece, il Vaticano: tanti i cartelli con la scritta ‘No Vat’ e tanti i manifestanti che si sono radunati, in piazza dei Cinquecento, per farsi una fotografia sotto la statua di Papa Wojtyla
inaugurata mesi fa e che a Roma aveva creato numerose polemiche
per la sua realizzazione. E, tra i tanti travestimenti di protesta visibili all’Europride, uno dei più particolari è proprio quello di un uomo che, sui trampoli, indossa un vestito da vescovo tiene sotto il mantello un bambolotto e sempre sul mantello ha scritto: “Umiliazioni, molestie sessuali, pedofilia e discriminazioni”.
Intanto, occhi puntati sull’attesissimo intervento della popstar mondiale Lady Gaga, atterrata ieri sera per fare dal palco coperto allestito al Circo Massimo un discorso a sorpresa sui diritti delle persone Lgbt, una battaglia che la cantante conduce anche negli Usa, e cantare l’ultimo singolo, ‘Born this way’. Prima, però, dal palco ci saranno gli interventi del comitato organizzatore, da Rossana Praitano, presidente del circolo Mario Mieli a Paolo Patanè di Arcigay.
Apa
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