Busto Arsizio Metti che, tra una decina d’anni, l’Armani o la Coco Chanel di turno si ricordino con nostalgia di quel concorso a Busto Arsizio, sui banchi dell’Olga Fiorini. L’ipotesi è forse fantasiosa, ma non fantascientifica: ieri e oggi, infatti, l’istituto di via Varzi ospita la gara nazionale per operatore della moda, una competizione indetta dal ministero dell’Istruzione che vede fronteggiarsi
25 ragazzi tra i 16 e i 17 anni scelti tra i migliori di tutt’Italia. La città che fu già la Manchester d’Italia oggi è letteralmente fucina dei talenti di domani: chissà che un grande nome delle passerelle del futuro non sia, proprio in queste ore, chino sui banchi dell’istituto bustocco con la matita in mano e tanta voglia di farcela.
La gara, ovviamente, è aperta anche ai maschietti, ma quest’anno le partecipanti sono tutte ragazze. Così ha voluto il caso, o il fatto che, come dice la fondatrice della scuola Olga Fiorini, «noi donne abbiamo un senso innato per la moda e il bello, sviluppato forse più che negli uomini». L’istituto ha l’onere, ma soprattutto l’onore, di ospitare la competizione perché la vincitrice dell’edizione 2008 è stata proprio una studentessa della Olga Fiorini: Carmela Murvana. E così, mentre i 25 professori provenienti da tutt’Italia sono stati portati a spasso alla scoperta delle bellezze di Busto, di Varese e del lago Maggiore, i ragazzi si sono impegnati nelle diverse prove previste dalla gara. Dalla cultura generale alla storia del costume, per arrivare alla creazione di un modello: il vincitore verrà reso noto nelle prossime settimane, mentre oggi alle 14 – dopo le ultime prove – è in agenda un momento di saluto istituzionale alla presenza del vicepresidente della Provincia Gianfranco Bottini, dell’assessore all’Educazione Claudio Fantinati e dell’ispettrice ministeriale Marisa Valagussa, dirigente dell’ufficio Affari generali della direzione scolastica regionale.
La città dei tessuti, insomma, diventa anche città delle idee, visto che nella moda serve sì la materia prima, ma anche e soprattutto l’estro, il talento, la capacità di innovazione. «E i nostri ragazzi dimostrano di avere queste qualità: i loro lavori sono realmente pregevoli – commenta orgoglioso il preside Rosario Vadalà – sono convinto che alcuni di loro potranno veramente fare strada, se avranno anche quel po’ di fortuna per trovare lavoro in un ambiente che permetta loro di esprimere la propria creatività». Le possibilità non mancano: «Chi si iscrive a questa scuola con convinzione, lo fa per una
scelta quasi vocazionale. E ai ragazzi dico sempre che sono gli unici in provincia di Varese ad avere una formazione così completa e specifica in questo settore».Competenze che saranno spendibilissime, in quel fazzoletto di terra che un tempo, quando Olga Fiorini decise di fondare la scuola, «era il posto migliore per trasformare un tessuto in un abito». E questa capacità non è andata perduta, crisi o non crisi. La fondatrice ne è assolutamente convinta: «Qui da noi ci sono capacità e creatività così profondamente radicate da permetterci di uscire a testa alta. Anche da un momento difficile come questo».Laura Campiglio
f.artina
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