Foto sul web di una ragazzinaDenunciato un 25enne varesino

Foto sul web di una ragazzinaDenunciato un 25enne varesino

VARESE Era iniziato come un gioco via chat, un gioco intrigante sulla rete, che però, con il passare del tempo e l’invio di fotografie digitali sempre più hot, è andato decisamente oltre il confine del lecito. Protagonisti della vicenda, conclusa con una denuncia per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, un giovane di Varese di 25 anni e una ragazzina di 13 anni residente nei pressi di Erba, nel Comasco. Al termine di una perquisizione effettuata dai carabinieri di Erba nell’appartamento dove il giovane abita con i genitori e a seguito dell’analisi del suo personal computer, il varesino è stato denunciato.Da quanto è stato possibile ricostruire, nelle scorse settimane in rete è nata un’amicizia virtuale fra il venticinquenne e la tredicenne erbese. Il gioco si

è ben presto fatto intrigante fra i due fino al punto che il giovane avrebbe chiesto e ottenuto dalla ragazza alcune sue foto, autoscatti effettuati con la camera digitale del telefonino. Chattata dopo chattata la situazione è degenerata al punto che, quando i genitori della ragazzina hanno scoperto tutto e soprattutto visto il contenuto delle foto che la loro figlia si faceva e inviava via chat, hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri della caserma di Erba per denunciare il tutto. Le indagini sono durate pochi giorni, il tempo per risalire all’identità del giovane ed effettuare nella sua abitazione a Varese la perquisizione che ha permesso di recuperare nella memoria del pc le fotografie che gli sono costate una denuncia di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

Intanto ha interessato anche la provincia di Varese la vasta operazione anti pedofilia on line della procura di Siracusa, denominata «Veritate». I blitz scattati in tutta la penisola hanno portato all’arresto di quattro persone, tutte incensurate. 57 invece quelle denunciate. Trecento, tra Carabinieri e Guardia di finanza, i militari coinvolti. A Milano, nella zona Città Studì, è stato tratto in arresto un cinquantenne, dirigente di una nota industria dolciaria; in provincia di Torino, nel Canavese, è stato arrestato un uomo di 31 anni impiegato in un’azienda privata; nel vicentino è stato arrestato un impiegato di 49 anni, a Siracusa è stato arrestato un uomo di 32 anni.
In Veneto sono state eseguite perquisizioni a Padova, Treviso, Venezia, Verona e cinque in provincia di Vicenza. In Lombardia sono state eseguite quattro perquisizioni a Milano, quattro in provincia di Varese e una a Mantova.

In Sicilia sono stati perquisiti quattro siracusani, un catanese di 53 anni e un palermitano. Fra gli indagati siciliani vi sono due militari. Per tutti gli indagati il reato ipotizzato è di divulgazione di materiale pedopornografico.Durante una queste perquisizioni, dalle quali scaturiranno nuove indagini, sono state trovate immagini che hanno permesso di identificare una delle vittime: è una ragazzina italiana di 13 anni, imparentata con uno degli arrestati. L’uomo, che nei filmati si vede solo di spalle, ha ammesso le sue responsabilità. L’operazione è scaturita da una denuncia di Telefono Arcobaleno Onlus, organizzazione che da 13

anni si occupa dei diritti dell’infanzia ed ha maturato un’esperienza riconosciuta a livello internazionale nella lotta alla pedofilia on line. Il traffico che dilaga in tutto il mondo di film pedofili, segnalato da Telefono Arcobaleno al NIT, ha attivato due anni fa una serie di fascicoli investigativi, tutti riguardanti un genere di abusi sui bambini che sono apparsi immediatamente diversi dagli altri, ai quali – per così dire – si era abituati. Un genere caratterizzato da forme di sadismo violento e spietato, abominevole e insopportabile alla vista di persone abituate alla visione di ogni sorta di atrocità.

f.tonghini

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