VARESE In duemila si sono dati appuntamento sotto al telone del teatro tenda Lotto della Schiranna per il "Grazie a tutti" di Morandi. E tra il pubblico si scopre fan del Gianni nazionale anche il ministro dell’interno Maroni che assiste al concerto tra le prime file, in mezzo alle tante signore che affollano il parterre del teatro tenda.
Nel tendone si fa buio. Una voce fuori campo racconta: «Era una fredda sera s’inverno, il primo febbraio 1968, quando Gianni con la sorella e il papà vanno al bar di Marchirone per guardare alla televisione il Festival di Sanremo. Gianni aveva 13 anni, 50 anni fa, era un ragazzo, e quella sera decise che avrebbe fatto il cantante ascoltando un grande cantante». Sono le note dell’intramontabile «Nel blu dipinto di blu» che lasciano intendere che quell’uomo era il grande Modugno. E subito inizia il coro a una sola voce del teatro tenda Lotto. E lui come un acrobata si cala dall’alto del tendone, come un ragazzino. «Eccoci atterrati a Varese», dice conquistando il centro del palco e inforcando la sua chitarra. Solo, al centro del palco tutto circolare, c’è lui, la sua chitarra, le luci. Un’unica voce in un grido, un boato intenso, per il grande artista che dà inizio alla festa. Lui, Gianni Morandi, è sempre con il suo abito elegante, giacca e cravatta, la camicia bianca e il papillon. Lo abbiamo sempre visto così sobrio, ma elegante, serio, ma alla mano, posato, ma sorridente, ed è proprio questo suo stile alla mano che lo ha fatto entrare nel cuore di tutti. Il suo "Grazie a tutti" lanciato prima ancora di incontrarlo lì, sotto il tendone alla Schiranna, è una promessa, lo spettacolo sarà un incontro tra amici, un ritrovo per cantare insieme, non solo per assistere all’esibizione di un artista.
Due ore e mezza, più di quaranta canzoni, in compagnia dei grandi classici del repertorio di Morandi e ovviamente dei pezzi più recenti, quelli dell’ultimo cd che porta lo stesso nome nel tour del teatro mobile
«Grazie a tutti». «Siamo angeli», «Anna e il freddo che ha», «Chimera», «La storia mia con te», «Bella Signora», «Il mondo cambierà», «Varietà», «Se non avessi più te», «Canzoni stonate», «La mia nemica amatissima», «Banane e Lampone».
Le parole e le note che riempiono il cuore dei duemila del teatro tenda sono le immagini di una carriera che ha saputo cambiare e continuare a essere seguita dal pubblico con il medesimo affetto. Un vero interprete della canzone, un fascino magnetico, l’attrattiva del bravo ragazzo ancora oggi che di anni ne ha sessantaquattro. Il pugno stretto, gli occhi chiusi e il corpo inclinato verso il pubblico, la grinta, la carica di un uomo che la musica la vive e la trasmette con ogni respiro. Una carrellata su 47 anni di professione cantanti a squarciagola in un concerto che è una grande festa.
Elena Botter
v.colombo
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