Roma, 31 gen. (Apcom) – Sono bastati due set e 58 minuti di
gioco alla statunitense Serena Williams per sbarazzarsi della
russa Dinara Safina e per portarsi a casa gli Australian Open
femminili di tennis, prima prova stagionale del Grande Slam
disputata a Melborune e dotata di un montepremi complessivo da
15,44 milioni di dollari. 6-0, 6-2 i parziali di una finale
assolutamemte senza storia, con la testa di serie numero 2 del
tabellone a dominare senza pietà la numero 3 del seeding.
Quarta affermazione in Australia per Serena, che aveva già vinto
a Melbourne nel 2003, nel 2005 e nel 2007, decimo Slam in
carriera per quella che è stata la tredicesima finale della
Williams. La prossima settimana la statunitense tornerà anche al
numero 1 del ranking Wta.
Che per la Safina fosse una brutta serata, lo si è capito sin
dal primo game, ceduto alla Williams con tre doppi falli. La
statunitense ha poi portato a casa 18 dei successi 20 punti
giocati e chiuso il primo set in soli 22 minuti. Escluse le
finali interrotte anzitempo per infortuni, quella di oggi è stata
la più squilibrata dal 1962, quando Margaret Smith sconfisse Jan
Lehane per 6-0, 6-2. Una piccola delusione comunque per una Rod
Laver Arena comunque non esaurita in tutti i suoi quindicimila
posti.
Il secondo set ha permesso alla Safina quanto meno di salvare
l’onore, e incoraggiata dal pubblico, è riuscita anche a
strappare il servizio alla Williams nel primo gioco. Ma la
sconfitta è sempre apparsa inevitabile. Alla fine Serena, che
ieri aveva vinto anche il torneo di doppio in coppia con la
sorella Venus, ha chiuso con 23 colpi vincenti in tabellino,
portando a casa il ventesimo Slam complessivo della sua carriera.
Cep
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