Trecento firme per aiutare Fido Stop al divieto d’accesso ai bar

Trecento firme per aiutare Fido Stop al divieto d’accesso ai bar

VARESE Un’ordinanza arrivata lo scorso marzo che aveva fatto molto discutere, anche all’interno della maggioranza. Oggi, un gruppo di associazioni animaliste cittadine, con la Lega Antivivisezione come capofila, insieme ad alcuni esercizi pubblici più sensibili hanno dato vita a una raccolta di firme. E hanno già superato quota trecento. Insomma, il messaggio è chiaro: i varesini vogliono poter portare i propri amici a quattro zampe anche al ristorante. O almeno al bar.L’ordinanza “incriminata” ormai ha un anno. Nel marzo 2010, infatti, il Comune impose il divieto di ingresso nei negozi e nei locali pubblici agli animali. Tante le polemiche innescate da questa decisione, e non solo dalle opposizioni. Il mondo delle associazioni animaliste insorse, e neppure i gestori di bar e ristoranti cittadini furono d’accordo con l’ordinanza. Le proteste furono molte, e perfino qualche consigliere Pdl, quindi della maggioranza, si disse in disaccordo con la decisione di Palazzo Estense. Ma non si poté fare altro che accettare l’ingiunzione: le regole imposte dall’Asl per i pubblici esercizi rendevano necessaria, secondo i sostenitori del provvedimento, una presa di posizione così categorica.Così soprattutto bar e ristoranti cittadini hanno dovuto imporre ai propri clienti il divieto d’ingresso per i cani, e i quattro zampe di Varese sono rimasti fuori. Ma le associazioni non si sono arrese, e hanno fatto partire una raccolta di firme. «In questi

giorni abbiamo superato quota trecento – racconta Ornella Jurinovich, delegata locale di Lav Varese – e ora dovremo ritrovarci con gli altri promotori per decidere il da farsi: sicuramente contatteremo il sindaco, con una lettera o incontrandolo direttamente, per presentargli la richiesta dei suoi cittadini. Che, evidentemente, non intendono separarsi mai dal proprio migliore amico. Neanche quando vanno a mangiare fuori casa».Tra i promotori più attivi nella raccolta delle firme, il “Gogo Fruit”, locale storico di piazza XX settembre. La signora Etta, la titolare del bar, non vede l’ora di poter far rientrare i cuccioli insieme ai padroni: «Non ho ancora capito perché devo escludere i clienti, e da noi sono molti, che vogliono portare con sé il proprio cane. Soprattutto d’inverno, è una sofferenza vederli aspettare al freddo. Di solito non danno problemi, si mettono sotto il tavolo, aspettando il padrone con calma. Sono stata contenta di raccogliere queste firme». Insomma: l’ordinanza ha creato problemi agli esercenti e ai loro clienti. Tra le critiche, secondo la Lav, c’è anche una mancanza di chiarezza. «Non si capisce fino a che punto, per i negozi, l’entrata del cane sia a discrezione del gestore – dice ancora Jurinovich – Ed è un punto da chiarire sicuramente, anche perché gli esercenti che non rispettano l’ordinanza rischiano fino a 500 euro di multa». Chiara Frangi

s.bartolini

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