Roma, 31 gen. (Apcom) – L’Unione delle Camere penali italiane ha
depositato questa mattina, nell’ufficio protocollo della Procura
di Roma, una denuncia a firma del presidente Oreste Dominioni e
del vicepresidente Renato Borzone, nei confronti del leader di
Idv Antonio Di Pietro, “nonché dei suoi eventuali concorrenti”
per “il delitto di offesa all’onore e al prestigio del presidente
della Repubblica, contemplato dall’articolo 278 del codice
penale, nonché ogni altra ulteriore ipotesi criminosa che dovesse
essere ravvisata”. L’iniziativa dell’organismo di rappresentanza
dell’avvocatura è connessa alle dichiarazioni fatte dal leader
dell’Italia dei valori nel corso della manifestazione di alcuni
giorni fa a piazza Farnese.
Le Camere penali riportano in un comunicato la frase pronunciata
da Di Pietro ‘Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento
mafioso’. “La vistosità della portata offensiva, e delegittimante
l’altissima funzione istituzionale esercitata dalla suprema
carica dello Stato repubblicano – si spiega in una nota –
Accusando il presidente della Repubblica di comportamenti non
imparziali ed omissivi assimilati a quelli di natura omertosa
propri della mafia l’onorevole Di Pietro ha oscurato la
limpidezza morale e il credito di cui devono essere
necessariamente circondate le attribuzioni del Capo dello Stato,
delegittimandolo nella persona e nella istituzione che
rappresenta”.
Più avanti si legge che l’attacco a Napolitano “si rivela
palesemente strumentale a sostenere la presa di posizione di Di
Pietro sui temi della riforma generale della giustizia.
Trascinandolo nella mischia del confronto politico, l’aggressione
che in questa sedesi sottopone al vaglio dalla magistratura tenta
di mettere in discussione l’adeguatezza del ruolo della suprema
istituzione dello Stato nella gestione – quale Garante della
Costituzione – della futura e ed eventuale vicenda parlamentare
di riforma della giustizia”.
“In tale contesto – si continua – l’Ucpi, che da trent’anni si
batte per una riforma complessiva ed organica dai tratti liberali
e democratici della giustizia, ritiene proprio dovere assumere
questa iniziativa di denuncia penale per arrestare una pericolosa
deriva del dibattito politico, che non sembra adeguato alla
necessità di tutela del ruolo istituzionale del Capo dello Stato
nel quadro della discussione in atto sulla riforma della
giustizia”.
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