Giunta Fontana, che caos Ed è scontro nel Carroccio

Giunta Fontana, che caos Ed è scontro nel Carroccio

VARESE Sulla giunta Fontana bis ancora molta incertezza e caos. La proposta presentata dalle segreterie cittadine di Lega e Pdl non ha soddisfatto completamente il sindaco Attilio Fontana. Il quale ieri mattina ha avuto un incontro con il ministro Roberto Maroni, il segretario provinciale della Lega Stefano Candiani e il responsabile provinciale enti locali Marco Cerini. Un vertice durante il quale hanno appunto discusso, anche se nel merito le bocche con i cronisti sono rimaste cucite, della formazione del nuovo esecutivo. Ma era solo il primo step. Il secondo incontro, risolutivo almeno dal punto di vista della distribuzione delle deleghe, si è svolto ieri sera, sempre nell’ufficio del sindaco, tra Fontana, Candiani, il segretario cittadino della Lega Nord Carlo Piatti e il consigliere del Pdl Roberto Puricelli. Qui il sindaco ha chiesto alcune rifiniture nella distribuzione delle deleghe. Che sono state di fatto ufficializzate: 9 assessorati, ovvero famiglia (Enrico Angelini), lavori pubblici (Piero Galparoli), ambiente, verde e attuazione del programma (una sorta di assessore controllore, Stefano Clerici), bilancio (Fabio D’Aula) e cultura (Giuseppe Montalbetti) al Pdl. Alla Lega urbanistica (Fabio Binelli), sport e rioni (Carlo Piatti), commercio e turismo (Sergio Ghiringhelli) e polizia locale (Gladiseo Zagatto). Non è mancato un ultimo tentativo di fare scambio tra Lega e Pdl sugli assessorati all’ambiente e alla polizia locale, ma il Pdl non ne ha voluto sentir parlare. Il sindaco terrà le deleghe alle municipalizzate e agli affari generali. Adesso si apre lo scontro sui nomi, per i quali è fissata un’altra riunione questa sera. C’è il problema quota rosa. «Ritengo che parlare di quota rosa – dice Fontana mettendo le mani avanti – sia discriminante nei confronti delle donne che sembrano quasi una specie da

tutelare. Detto questo, decideranno i partiti. Il problema è stato posto». Insomma, la giunta potrebbe essere anche completamente al maschile. Ma si auspica di no. Dal canto suo il segretario provinciale del Pdl Rienzo Azzi ha ribadito nel pomeriggio: «L’accordo chiuso mi sembra ottimo e in grado di valorizzare la giunta e dare la stabilità necessaria all’amministrazione. Se c’è la necessità di una quota rosa, l’altra volta l’abbiamo messa noi, adesso tocca alla Lega». Già, la Lega. Dove anche se ieri sera non è emerso niente di ufficiale, si sente la tempesta in arrivo. Lo scontento serpeggia. La spartizione delle deleghe non entusiasma Gladiseo Zagatto, che avrebbe voluto i lavori pubblici come nel precedente mandato. «Io posso fare l’assessore se continuo nella mia opera – ha spiegato Zagatto – altrimenti non mi interessa. Non è una questione di cadrega ma di efficienza del lavoro». Insomma, se non avrà i lavori pubblici, vuole restare fuori dalla giunta. Altro problema, la possibilità che il sindaco possa volere un suo uomo di fiducia in giunta. Si parla del consigliere uscente e ancora rieletto Emanuele Monti. A rischiare di restare fuori possono essere Sergio Ghiringhelli o Carlo Piatti. Fontana non ha sollevato al momento questioni di nomi. Candiani commenta: «La segreteria provinciale non interferirà nelle scelte di quella cittadina». Ma tra Piatti e Candiani, all’uscita dall’incontro, si respirava una tensione palpabile. Per quanto riguarda la quota rosa, l’accordo è di provare a trovarne una. I nomi sono sempre gli stessi: Benedetta Frattini per il Pdl, Anna Botter per la Lega Nord. L’assenza di una quota rosa contravverrebbe ad una legge, scatenando il rischio che, da parte di qualunque cittadino, possa partire un ricorso contro il Comune. Marco Tavazzi

s.bartolini

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