Varesini, occhio a quei tuffi Si rischiano contagi e malanni

Varesini, occhio a quei tuffi Si rischiano contagi e malanni

VARESE Fare il bagno nel lago di Varese è pericoloso. Le analisi dell’Asl rivelano che la percentuale di tossicità delle alghe che popolano le nostre acque non è ancora scesa sotto i livelli di guardia e il rischio per la salute è molto alto. I tuffi, quindi, anche per questa stagione estiva sono vietati. Ma cosa succede se si ignora il divieto di balneazione? «Il rischio ipotetico, perché si parte dal presupposto che non si può fare il bagno, è di andare incontro a fenomeni gastroenterici, dermatosi e irritazioni a livello oculare – spiega Paolo Bulgheroni, del servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl di Varese – Patologie tipiche, che si sviluppano quando si viene a contatto con acqua che non è salubre, come nel caso di quella del lago di Varese». Gli esami analitici degli ultimi anni, nelle diverse località monitorate (Schiranna, Biandronno e Gavirate) ha registrato un andamento tuttavia favorevole. Non ci sono cioè grossi inquinamenti microbiologici, dovuti per esempio alla massiccia concentrazione di escherichia coli o enterococchi. «Il fattore che condiziona la balneabilità delle acque del lago di Varese – continua Bulgheroni – è la presenza di alghe potenzialmente tossiche e della tossina da loro rilasciata. A fronte di questi rilievi la Regione non ha concesso l’idoneità alle nostre acque». Non sono abbastanza

sicure e «decidere di fare comunque il bagno, comporterebbe dei gravi rischi per la salute – aggiunge – Non solo per quella del soggetto che si è tuffato ed è entrato in contatto con l’acqua, ma per l‘intera collettività». Le patologie che si possono contrarre, infatti, sono molto infettive e potrebbero contagiare altri soggetti. Si parla di dissenteria, vomito e febbre alta nel migliore dei casi. Sono le reazione infiammatoria della pelle e degli occhi le più preoccupanti. Più difficili da curare e molto dolorose. «E’ quindi importante che si rispetti il divieto – conclude Bulgheroni – E’ un atto di senso civico: immergendosi ci si espone ad un rischio di contagio preannunciato. E’ un danno anche per la collettività perché si esportano patologie infettive che a loro volta comporterebbero un costo sanitario elevato per le cure». Insomma il divieto di balneazione delle nostre acque non è una pura formalità. I rischi per la salute sono molto alti. La buona notizia, però, è che non per tutti i lidi vale lo stesso discorso. Presto l’Asl pubblicherà i risultati delle ultime analisi eseguite su tutti i laghi della Provincia e i tuffi potrebbero essere sdoganati in alcune zone. E’ già così per Brezzo di Bedero, Castelveccana, Comabbio, Ispra, Maccagno, Osmate, Ranco e Travedona Monate. Valentina Fumagalli

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google