Roma, 24 mar. (TMNews) – Una mezza sconfitta per la Francia, una
mezza vittoria per la Turchia, un successo per quei Paesi che –
come Italia e Norvegia, ma anche gli stessi Stati Uniti –
desideravano un coinvolgimento diretto dell’Alleanza Atlantica
nelle operazioni Onu in corso in Libia, che Parigi aveva in un
primo momento cercato invece di evitare. In attesa
dell’ufficialità e dei dettagli definitivi, il compromesso
raggiunto oggi a Bruxelles pare chiarire finalmente il ruolo
della Nato, seppure con non pochi caveat.
Innanzitutto, secondo quanto riportano le fonti, il comando
riguarda esclusivamente le operazioni militari: ovvero quelle
aeree, avendo l’Alleanza già assunto l’incarico di coordinare
quelle navali per la sorveglianza dell’embargo sulle armi. La
direzione politica rimarrebbe – come auspicato dalla Francia –
nelle mani del “Gruppo di contatto” la cui prima riunione è
prevista martedì a Londra.
In secondo luogo, la partecipazione alle operazione avverrà su
due livelli distinti, venendo incontro alle richieste di Ankara,
assai poco entusiasta del coinvolgimento Nato con le regole di
ingaggio attualmente in vigore: quei Paesi che vorranno colpire
obbiettivi terrestri – in ossequio all’interpretazione più lasca
della risoluzione – potranno farlo, nel quadro di una “No-fly
zone plus”; chi invece obietta alle incursioni potrà limitarsi
alle missioni di sorveglianza e pattugliamento della zona di interdizione al volo, potendo colpire se necessario solo batterie antiaeree.
mgi
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