Roma, 24 mar. (TMNews) – E’ riuscito il blitz della maggioranza: nella legge comunitaria 2010, che l’aula della Camera esaminerà da lunedì prossimo, è stato inserito un emendamento che riforma radicalmente la legge 117/88 sulla responsabilità civile dei giudici. Se la norma diventerà legge, il criterio per identificare la responsabilità civile del magistrato e per poter chiedere il risarcimento non sarà più quello del “dolo” o della “colpa grave”, cancellati dall’emendamento presentato dal relatore, il leghista Gianluca Pini, e sostituite dal criterio della “violazione manifesta del diritto”.
Una norma “punitiva” e “illogica”, ha commentato Giulia Bongiorno, presidente finiana della commissione Giustizia, che ha rivendicato il lavoro di riforma già avviato dalla sua commissione anche attraverso delle audizioni sul tema: un lavoro “che ormai sarà precluso”. “Nessun intento punitivo – ha replicato Pini – solo la necessità di adeguarsi a una procedura di infrazione europea che da maggio potrebbe costarci tre milioni al giorno”. “Battaglia corporativa senza precedenti” quella delle opposizioni, invece, a giudizio di Enrico Costa (Pdl). Dura la reazione dell’Anm, che con il presidente Luca Palamara ha sentenziato: “Ha avuto inizio la stagione delle riforme punitive”.
Le opposizioni hanno dato battaglia tutto il giorno in commissione Giustizia, che doveva dare il parere vincolante alla commissione Politiche Ue, per cercare di imporre una diversa scrittura della norma, che riproponendo i contenuti della sentenza della Corte europea (che risale al 2006 e dalla quale ha preso il via la procedura d’infrazione europea) tentava di delimitare in modo più definito la responsabilità civile per violazione del diritto comunitario, lasciando in vigore anche la formulazione attuale della legge 117/88 sul “dolo o colpa grave”.
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