Sarah Scazzi/ Intercettazione in carcere incastra Cosima

Sarah Scazzi/ Intercettazione in carcere incastra Cosima

Roma, 18 giu. (TMNews) – Due fronti contrapposti, due tesi completamente divergenti su movente, orari, ricostruzioni. Tra accusa e difesa non collima quasi nulla. L’ultima battaglia nella guerra del caso giudiziario che da quasi un anno infiamma l’Italia, l’omicidio di Sarah Scazzi, si è combattuta ieri per ore, nove per la precisione, in un’aula al primo piano del Palazzo di giustizia di Taranto. E vedrebbe al centro, in particolare, una intercettazione ambientale che incastrerebbe Cosima.

I giudici del Riesame hanno deciso di prendersi ancora 48 ore, termine ultimo per emettere la loro decisione, prima di accogliere o rigettare i ricorsi presentati dai difensori di Cosima Serrano (Luigi Rella) e Sabrina Misseri (Nicola Marseglia) contro l’ordinanza di custodia cautelare emessa il 26 maggio scorso dal gip Martino Rosati che ha portato in carcere Cosima ed ha aggravato la posizione di sua figlia Sabrina.

Al centro della discussione, in particolare, ci sono l’intercettazione ambientale di un colloquio avvenuto in carcere lo scorso 23 maggio tra Cosima Serrano e il marito Michele Misseri (tre giorni dopo anche la donna sarà arrestata), e la deposizione resa agli investigatori da un testimone che nel pomeriggio in cui fu commesso il delitto di Sarah, il 26 agosto 2010, avrebbe visto l’auto di Cosima sfrecciare dalle parti di via Umberto I ad Avetrana e dirigersi verso via Deledda, dunque verso l’abitazione dei Misseri.

Ma è sull’intercettazione ambientale che si concentrano le attenzioni degli investigatori. Cosima avrebbe insistito su Michele perché il marito tornasse ad addossarsi la responsabilità di aver abusato del corpo di Sarah. Michele si sarebbe rifiutato più volte ma poi, quasi sfinito per l’insistenza della moglie, avrebbe detto, più o meno dal momento che i due si parlano in dialetto stretto, “se proprio vuoi che dica così, dirò che l’ho violentata”. (segue)

Xta/Rcc

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