Roma, 24 mar. (TMNews) – Via libera dai Governatori delle Regioni sull’ultima proposta del governo sul federalismo regionale, il cui testo di decreto attuattivo sarà nel pomeriggio sottoposto al voto a palazzo San Macuto dell’apposita
commissione bicamerale.
“Dopo un lungo impegno fermo e convinto da parte delle Regioni – ha annunciato il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani al termine di un summit straordinario dei Governatori a Roma- c’è ora la condizione di affermare che il Governo rispetta tutti i punti dell’accordo di dicembre: i 425 milioni di euro aggiuntivi a coprire i tagli al trasporto pubblico locale, fuori dal patto di stabilità e quindi spendibili; la fiscalizzazione a partire dall’1 gennaio 2012 del trasporto pubblico locale; la revisione dei tagli della manovra 2010 a partire dal 2012 per le regioni che rispettano il patto di stabilità, scelta fondamentale questa per poter avviare il percorso del federalismo fiscale”. E visto che “c’era un accordo che ci aveva già fatto dare un giudizio positivo al decreto sul fisco regionale in dicembre, i risultati che abbiamo ottenuto in questa lunga, difficile e impegnativa discussione col Governo confermano questa posizione”.
I riflettori si spostano dunque ora sul voto della bicamerale. I ministri leghisti Umberto Bossi e Roberto Calderoli sono impegnato in un pressing sulle opposizioni, onde evitare che su ripeta il voto di pareggio (in commissione bicamerale maggioranza e opposizione hanno lo stesso numero di parlamentari) che si registrò sul federalismo muncipale con successivo stop dell’iter di riforma fino a un voto delle aule di Camera e Senato. Incontri e contatti, soprattutto con il Pd, sono stati continui ieri e questa mattina. Bossi, in
particolare, si è detto “fiducioso e ottimista” sull’ok della bicamerale ad un parere favorevole sul federalismo regionale, incasato il disco verde dalle Regioni. Il partito democratico, di cui lo stesso Errani è espondente, sembra orientato ad un voto di astensione anzichè che consentirebbe l’approvazione del parere. Ma non tutti i democratici sono d’accordo: l’ultima parola spetta ora al segretario Pierluigi Bersani. “Stiamo discutendo, non abbiamo preclusioni. L’importante per noi è che non nasca un albero più storto di prima”, ha detto il leader Pd.
Pol/Tor
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