Roma, 19 giu. (TMNews) – Per le grandi e piccole imprese italiane servono contratti flessibili e il governo garantirà alle parti sociali l’efficacia verso tutti i lavoratori dei loro accordi “senza subire i veti delle minoranze e gli scioperi selvaggi di pochi, che fermano molti”. In un’intervista a Il Sole 24 ore, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sottolinea la necessità per di “un modello flessibile, libero e responsabile, adatto anche a quella vasta realtà delle piccole imprese dove il sindacato non c’è”. E aggiunge: “Il governo è interessato ad accompagnare le parti ad uscire dal Novecento e dalle sue logiche di conflitto di classe”.
La settimana prossima il ministro convocherà le parti, chiamate a decidere quali aspetti regalare nei contratti aziendali, chiedendo, se necessario, “un legislazione di sostegno”. L’incontro è da vedere nell’ottica del “completamento dell’accordo del 2009, che ha caratterizzato la cifra fondamentale della presidenza Marcegaglia e la compiuta svolta sostanziale del sindacato riformista italiano”, spiega.
Quanto a Cisl e Uil, ieri in piazza per chiedere la riforma fiscale, Sacconi sottolinea che “rappresentano senza dubbio il primo sindacato del Paese, con la maggioranza tra i lavoratori iscritti. E sostenere che questa divisione è il frutto dell’iniziativa del governo è ridicolo e costituisce una grave offesa al sindacato riformista”.
Orm
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