VARESE Nascondeva un vero e proprio arsenale nella sua abitazione: i carabinieri lo hanno scoperto per caso, dopo averlo fermato per strada, mentre viaggiava a bordo della sua macchina, nel corso di un normale servizio di pattugliamento da parte del Nucleo radiomobile di Varese. È accaduto nella notte tra martedì e mercoledì. In manette, su ordine del pm Tiziano Masini, un varesino incensurato.
Tradito dai documenti e da un atteggiamento quanto meno sospetto: perché di fronte ai militari che lo hanno invitato ad esibire i documenti si è messo subito a tremare. E d’altronde, non è facile passare per un ventisettenne, quando ci si è inoltrati da tempo nella regione degli anta. Perché il documento esibito ai militari riportava come data di nascita il 1984. Mentre in realtà, come si è accertato poi, l’uomo è nato ben prima, nel 1967. Questo particolare, e l’atteggiamento timoroso, hanno insospettito i militari. Non bastasse, durante il controllo, ancora prima che balzasse agli occhi il divario tra l’età dichiarata e quella effettiva, gli è suonato il cellulare. Il capo pattuglia lo ha invitato a rispondere, e quello si è tradito un’altra volta: «Adesso non posso – ha detto a chi lo stava chiamando – Sono nella m…, ci sentiamo dopo».
Perché mai?In realtà nascondeva un’arma da fuoco in auto, scoperta che, in base alla legge in materia, ha permesso ai carabinieri di farsi accompagnare alla sua abitazione per sottoporla a perquisizione senza nemmeno chiedere l’autorizzazione al magistrato.
E qui, con grande sorpresa dei militari, è venuto fuori un po’ di tutto: in particolare munizioni e una pistola costruita artigianalmente. Il che ha fatto scattare ulteriori accertamenti sul suo conto e la richiesta di arresto avanzata al pm Tiziano Masini, che appunto disposto che l’uomo venisse portato al carcere di Miogni dove si trova attualmente in attesa dell’interrogatorio di garanzia e della convalida da parte del giudice per l’indagine preliminare.
f.tonghini
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