Nube radioattiva su Varese Sentinella nucleare al Circolo

Nube radioattiva su Varese Sentinella nucleare al Circolo

VARESE Arriva la nube nucleare e la città giardino rispolvera gli strumenti utilizzati per misurare la radioattività dell’aria, delle verdure e dell’intero corpo delle persone utilizzati già 25 anni fa quando esplose la centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina.Potrebbe varcare le Alpi già in mattinata la nube nucleare sprigionata dalla centrale di Fukushima, in Giappone, dove le fughe di radioattività scatenate dal dal terremoto del 11 marzo sono ancora lontane dall’essere risolte. Un dramma che ora minaccia di allungare la sua ombra fino all’Italia, a cominciare da Alpi e Prealpi piemontesi e lombarde che in queste ore, secondo i meteorologi, dovrebbero essere raggiunte dalla nube tossica in viaggio da giorni nelle parti alte dell’atmosfera e che ha già toccato il continente americano nei giorni scorsi per poi attraversare l’oceano Atlantico e quindi arrivare in Europa fino alle porte dell’Italia. Ieri la nube si sarebbe fermata nei territori svizzeri e francesi, ma oggi dovrebbe valicare le Alpi. Gli esperti escludono la possibilità di una contaminazione pericolosa per l’aria e quindi per le persone e l’ambiente, ma intanto la città giardino si prepara all’evento puntando verso il cielo specifici apparecchi in grado di misurare la radioattività. Primo punto di osservazione: il tetto dell’ospedale di Circolo di Varese.In questo quarto di secolo molti lo hanno dimenticato, ma il nostro ospedale è tra i dieci più attrezzati in Italia per misurare le contaminazioni nucleari anche sulle

parti interne di tutto il corpo, nell’aria e negli ortaggi. «Nei giorni scorsi abbiamo già controllato con queste apparecchiature tre persone rientrate dal Giappone dopo il terremoto – racconta Leopoldo Conte, responsabile della fisica sanitaria dell’azienda ospedaliera di Varese – senza per altro riscontrare nessuna anomalia». Sia chiaro: non è che dagli anni ’80 ad oggi il «Contatore di radioattività nel corpo intero» (questo il nome tecnico dell’apparecchio, più conosciuto come Whole body counter) sia rimasto in un magazzino a prendere polvere. Anzi, è stato continuamente utilizzato in ospedale soprattutto per controllare il grado di contaminazione delle persone che lavorano con materiale nucleare per la cura o la diagnostica di alcune gravi malattie. «In base a quanto già rilevato in America, ci aspettiamo che questa nube possa comportare contaminazioni molto basse, nettamente inferiori a quelle di Chernobyl. Addirittura inferiori a quelle riscontrabili in pazienti che siano stati sottoposti per esempio a una scintigrafia», spiega il fisico del Circolo.Il primo passo, questa mattina, sarà controllare periodicamente, con dei campioni, la presenza di radioattività nell’aria e «in base ai risultati valuteremo il da farsi, ma tutti si aspettano tracce talmente basse di radioattività che non ci saranno problemi neppure per ortaggi e fonti d’acqua». Intanto, chi fosse rientrato dal Giappone può rivolgersi al Circolo per un controllo approfondito della radioattività nel corpo «certo più preciso di quello tanto reclamizzato dal Niguarda di Milano».

s.bartolini

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