Busto, addio anche a Lucianaterza vittima della domenica nera

Busto, addio anche a Lucianaterza vittima della domenica nera

Busto Arsizio E’ spirata alle 5.15 di mercoledì in Rianimazione a Busto Luciana Cozzi, pensionata bustese di 85 anni, investita in via Gabardi con l’amica Rosa Giani, 81 anni, nel pomeriggio di domenica. E per i familiari e l’intero rione di Sant’Edoardo (Rosa abitava in via Sondrio, Luciana in via Acqui) lo choc per l’incidente avvenuto a pochi passi dal rinnovato piazzale Kennedy si è trasformato in un lutto senza fine.

«Oltre al dolore della perdita – spiega Alda, unica figlia di Luciana – viviamo oggi la violenza del vederci strappata una persona amata senza ragione alcuna; io, mio marito, mio figlio, siamo stati privati di una presenza fondamentale all’improvviso». Alda conserva una straordinaria dignità nelle parole. Il dolore è enorme, ma la donna è motivata ad onorare la memoria della madre e tutto l’amore che aveva per lei e, per lei, sempre avrà. «Una persona straordinaria – spiega Alda – era autonoma, arzilla e fiera di portare così bene i suoi anni. Usciva, passeggiava. Ci è stata strappata e lei invece era convinta di avere ancora tanti anni davanti». Mercoledì mattina Luciana è morta proprio a causa delle ferite riportate in un incidente assurdo: donna devotissima, ha ricevuto l’estrema unzione prima di spirare. «Sapeva dare agli altri, e anzi ha dato moltissimo agli altri, senza chiedere nulla in cambio» dice Alda.

E le fa eco il rione sconvolto dall’accaduto. Luciana era conosciuta proprio perché sapeva ascoltare: vicina alla parrocchia, si è più volte spesa per aiutare gli altri. Lo schianto l’ha portata via. Sul fatto che via Gabardi e piazzale Kennedy siano pericolosi per i pedoni in molti sono già intervenuti. Questa volta, però, a parlare è la figlia di una delle vittime: «Se le strisce pedonali ci fossero state – dice Alda – mia madre certamente le avrebbe utilizzate. Era estremamente prudente, ma anche impaurita dal dover attraversare in mezzo alle auto. Mai avrebbe fatto qualcosa di rischioso». E in effetti non c’è in quel punto un attraversamento pedonale; non solo, quello più vicino è a ridosso del “fagiolo” di piazzale Kennedy, giusto all’imbocco della svolta. «Quindi pericolosissimo – spiegano i residenti –

le macchine vedono chi attraversa all’ultimo minuto, chi attraversa non vede le auto». Di qui l’appello: «Sistemate quella strada – dice Alda – affinché la morte di mia madre non sia del tutto vana. Mettetela in sicurezza e salvate altre vite». La domenica di sangue sulle strade bustocche ha mietuto l’ultima vittima. Rosa Giani è in attesa di autopsia (la data del funerale non è ancora stata fissata), così come Adriana Cova, 56 anni, travolta in via Samarate davanti all’ingresso del cimitero (altro tratto viabilistico senza strisce pedonali e contestatissimo).E mentre in Comune le responsabilità rimbalzano tra i vari assessorati, tra la gente la proposta avanzata dall’assessore regionale leghista Luciana Ruffinelli di abbassare il limite di velocità sulle strade urbane a 30 all’ora non miete grandi consensi: «Un’idea assurda, i problemi sono ben altri».

f.artina

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