Anche la dea bendata in crisi? Tradizioni nazionalpopolari in calo

Anche la dea bendata in crisi? Tradizioni nazionalpopolari in calo

VARESE Dopo il flop dei cinepanettoni e gli ascolti in picchiata del Grande Fratello, un’altra tradizione molto nazionalpopolare deve fronteggiare un risultato sfavorevole: è la Lotteria Italia, che quest’anno un po’ ovunque, ha registrato un calo delle vendite riassumibile in un meno 15% totale rispetto all’anno scorso.
Agipronews fa sapere che, mentre l’anno scorso erano stati staccati 9,6 milioni di tagliandi, quest’anno, a meno di una settimana dall’estrazione del 6 gennaio, i biglietti fino ad ora venduti sono circa 8 milioni, il livello più basso mai toccato nella storia della lotteria Italia.

Lazio, Lombardia, Emilia Romagna e Campania, tra le regioni in cui sono stati venduti il maggior numero di biglietti. Venduti 1.271.260 tagliandi in Lombardia, 85.440 a Varese, mentre Milano, Brescia e Bergamo sono le prime tre città lombarde ad aver rinfoltito le casse della Lotteria, con un totale di 876.640 biglietti; eppure l’unica città lombarda a fare jackpot è stata Rho che nell’edizione 2003-3004 ha vinto 5 milioni di euro.

Quando, nel 1988, il biglietto era abbinato alla trasmissione Fantastico, le vendite avevano raggiunto quota 38 milioni, su una popolazione di 40 milioni di maggiorenni.
La fonte di tale emorragia di vendite, può probabilmente essere ricercata nel proliferare di lotterie e giochi d’azzardo, con premi altrettanto ricchi e che non occorrono una sola volta all’anno, ma quotidianamente, come ad esempio la video lottery e i gratta e vinci.
Questi ultimi infatti, non risentono della crisi con il loro guadagno di 10,2 miliardi di euro, vale a dire un’entrata di 28 milioni al giorno: in 36 ore sono capaci di incassare quanto una edizione intera della Lotteria Italia.

E’ forse l’immediatezza degli altri giochi, il segreto dell’insuccesso della lotteria? Se si pensa che nel 2009 fu il primo premio della Lotteria Italia a non essere incassato (lo stesso venne poi ridistribuito nell’edizione successiva) sembrerebbe proprio di sì: dal 2002 a oggi, i premi non ritirati corrispondono a 17 milioni di euro che, per legge, se non vengono ritirati entro 180 giorni dalla pubblicazione dei numeri sulla Gazzetta Ufficiale, vengono incamerati dallo Stato.

j.bianchi

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