Roma, 10 nov. (TMNews) – In Italia ci sono 2 milioni e 764mila
persone che non cercano un impiego pur essendo disponibili a
lavorare. Di queste un milione e 64mila sono uomini e un milione
e 700mila donne. E’ quanto riferisce l’Istat, sottolineando che
questo gruppo di inattivi è pari all’11,1% delle forze di lavoro.
Il fenomeno, spiega l’istituto di statistica, è “fortemente
caratterizzato dallo scoraggiamento” e risulta tre volte più
elevato della media europea (3,5%). Se a queste persone si
aggiungono i 2 milioni e 102mila disoccupati in senso stretto ne
consegue che le persone potenzialmente impiegabili nel processo
produttivo risultano pari circa 5 milioni.
Gli inattivi che cercano un impiego, ma non sono disponibili a lavorare sono 126mila (55mila uomini e 71mila donne). Si tratta dello 0,5% delle forze di lavoro (l’1% nell’Ue). I sottoccupati part time sono pari a 434mila unità, l’1,7% del totale delle forze di lavoro. Nell’Ue l’incidenza è pari a 3,6%.
La percentuale degli inattivi che non cercano lavoro, ma sono disponibili a lavorare è passata dall’8,9% del 2004 all’11,1%. In questo periodo stabili risultano sia i sottoccupati part time che coloro che cercano lavoro, ma non sono subito disponibili. Il 42% (circa 1,2 milioni di persone) degli individui classificati tra gli inattivi che non cercano lavoro, ma sono disponibili, è infine convinto di non potere trovare un impiego perché scoraggiato.
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