BESOZZO Lo Stato si prende i soldi dei Comuni. E visto che gli enti locali sono costretti a chiudere le proprie tesoserie, a beneficio di quella unica, alcuni borgomastri leghisti della provincia di Varese hanno pensato bene di fare una bella sorpresina al governo Monti: “svuotare” i propri conti prima di trasferirli. Una forma di protesta costruttiva che hanno adottato i sindaci Stefano Candiani (Tradate), Fabio Rizzi (Besozzo), Cristina Bertuletti (Gazzada Schianno) e Francesca Brianza (Venegono Superiore). In pratica, dal momento che le giacenze nelle casse comunali erano abbastanza elevate, vista l’esistenza di un patto di stabilità stringente, i primi cittadini hanno deciso di “ribellarsi” e rompere il patto, liquidando i debiti che avevano. «Abbiamo “azzerato” il conto – dice soddisfatto il senatore Fabio Rizzi, sindaco uscente di Besozzo – visto che ci depredano dei nostri soldi, e da oggi in poi i Comuni non sapranno se riusciranno ad avere dallo Stato i finanziamenti necessari per le opere e per pagare i servizi delle ditte, intanto abbiamo pagato tutto quello che dovevamo ancora dare».Uscendo dal patto di stabilità, e quindi rischiando possibili “sanzioni” da parte del governo centrale. «Certo – ribadisce Rizzi – ma dopo il trasferimento
delle tesorerie, non c’è più niente di certo. Se avessimo aspettato, probabilmente dal governo ci avrebbero messo mille ostacoli sul cammino per poter pagare di fornitori che ancora aspettavano il soldo delle fatture. Una volta che i soldi finiranno a Roma, torneranno sul territorio sempre in misura nettamente minore rispetto alla necessità».I pagamenti che il Comune di Besozzo ha effettuato si aggirano sui settecentomila euro. Un po’ di meno per quanto riguarda Gazzada Schianno e Venegono Superiore.Mentre la parte del leone l’ha fatta Tradate. «Abbiamo pagato debiti per sei milioni e mezzo – spiega il primo cittadino Candiani – naturalmente ci sono i soldi per le spese fisse, che non potevamo toccare. Quindi circa sette milioni sono comunque stati trasferiti alla tesoreria nazionale. Ma siamo riusciti a dare il 50% in meno».Intanto, verso il fine settimana arriverà la sentenza per il ricorso contro il trasferimento fatto dal Comune di Morazzone (il 22 marzo si dibatterà su quello di Varese). «C’è molta confusione – spiega il sindaco di Morazzone Matteo Bianchi – le banche sono incaricate di prelevare le giacenze che figuravano il 24 gennaio. Ma in un mese, anche noi abbiamo pagato dei conti». Marco Tavazzi
s.bartolini
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