Duplice omicidio Milano: Ilaria forse aggredita giovedì mattina

Milano, 24 giu. (TMNews) – Ilaria Palummieri potrebbe essere stata aggredita giovedì mattina e non la notte scorsa. A dirlo agli investigatori sarebbero stati dei vicini di casa del palazzone popolare di via Benozzo Gozzoli 160 dove la giovane è stata trovata senza vita, nuda e con le mani legate sul letto del trilocale al quinto piano dove viveva con il fratello. Queste persone

ascoltate a più riprese avrebbero riferito di aver sentito la ragazza gridare. Nelle sue urla la 21enne avrebbe anche pronunciato frasi che potrebbero delineare un quadro diverso da quello fino ad ora trapelato. Di certo la ragazza ieri non è andata a lavorare nel cocktail bar di via Ravizza dove faceva la cameriera. La ragazza potrebbe non essere morta giovedì, ma essere deceduta in seguito.

Meno chiaro quanto è successo al fratello di Ilaria, Gianluca che potrebbe essere stato ucciso anche prima, ma non molto, della ragazza. Sul suo cadavere sono state trovate una ventina di ferite da arma da taglio tra l’addome e il petto che fanno pensare ad un omicidio d’impeto commesso con furia forse da una persona non pienamente in sé. Le macchie di sangue sul copriletto azzurro chiaro che avvolgeva il cadavere di Gianluca erano secche il che sarebbe compatibile con una decesso avvenuto anche 48 ore fa.

Nel bagaglio dell’auto dell’ex fidanzato di Ilaria, Riccardo B, da ore sotto interrogatorio del Pm Cecilia Vassena in Questura, è stato trovato molto sangue e anche questo potrebbe indicare che il cadavere possa essere rimasto in auto per più di qualche ora. L’auto era parcheggiata sotto la casa dove il giovane vive con i genitori in via Pompeo Marchesi. E sarebbero stati proprio i suoi genitori a spingere Riccardo ad andare (accompagnato da loro) la notte scorsa al commissariato Bonola di Milano per raccontare dell’omicidio di Ilaria e Gianluca. Agli agenti il 20enne si è presentato in forte stato

confusionale e ha fatto spontaneamente una sorta di confessione dei delitti, che poi avrebbe ripetuto sempre in modo molto confuso e contraddittorio, davanti agli investigatori della Squadra Mobile e che avrebbe ribadito nel successivo interrogatorio, ancora in corso, con il magistrato. Ma dalla lunghezza del colloquio con il Pm iniziato intorno alle 14.30, è facile pensare che il racconto della dinamica dei fatti da parte dell’indagato presenti delle zone d’ombra e passaggi poco credibili. E un aspetto poco chiaro potrebbe riguardare eventuali complicità. L’interrogatorio, secondo quanto si apprende, dovrebbe finire a breve e Riccardo potrebbe finire direttamente a San Vittore.

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