VARESE «La Lega Nord sapeva del documento che sarebbe stato presentato al presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso». Parola di Lara Comi, promotrice della lettera finalizzata a sbloccare i ristorni e a riaprire il tavolo di confronto sulle tematiche fiscali, le stesse all’origine del blocco delle tasse dei frontalieri, tra Italia e Svizzera. «L’idea di rivolgersi a Barroso – chiarisce l’europarlamentare – è nata da un mio incontro, la scorsa settimana, con il segretario provinciale del Pd, Fabrio Taricco. Sabato scorso, poi, ho incontrato Roberto Maroni e l’ho aggiornato. Inviandogli poi il lunedì successivo, via mail, la missiva che poi abbiamo consegnato a Barroso». La Lega, insomma, era al corrente dell’iniziativa. Citata, peraltro, proprio da Maroni mercoledì sera nel corso della riunione di Lavena Ponte Tresa, organizzata dall’Associazione dei Comuni di frontiera con la Svizzera e dalle Comunità montane del Piambello e delle Valli del Verbano. «Se poi hanno deciso di non partecipare all’iniziativa che ha visto compattarsi in difesa dei frontalieri e dei Comuni di frontiera Pdl, Pd e Udc o se il Carroccio ha problemi di comunicazione interni – evidenzia Comi – questo è un altro discorso. Di sicuro Maroni era informato e per quanto mi riguarda sulla questione ristorni e frontalieri non devo esistere divergenze politiche». Mette i puntini sulle “i” la giovane europarlamentare. Anche in relazione al bilancio dell’iniziativa. «Assolutamente positiva – ammette – perché Barroso ha garantito che ne discuterà con il presidente della Confederazione Elvetica, durante
l’incontro in programma la prossima settimana a Bruxelles». E non è una frase da poco. «Bisogna analizzare attentamente la questione – puntualizza Lara Comi – perché è vero che la querelle ristorni è una questione tra Italia e Svizzera che deve essere risolta tra Roma e Berna. Ma è altrettanto palese che lo scontro nasce intorno alle questione della fiscalità e del segreto bancario. Vicenda questa che, come ha chiarito lo stesso premier Mario Monti, deve essere affrontata a livello di rapporti tra l’Europa e la Svizzera». Le parole di Barroso possono rappresentare una spinta anche per l’Esecutivo italiano. «Cui faremo pressione politica perché si attivi quanto prima – spiega l’europarlamentare – nel calendarizzare un tavolo di confronto con Berna». Soddisfatto dell’iniziativa anche il deputato del Pd, Daniele Marantelli. «È stato giusto averla presa – conferma – Perché porre all’ordine del giorno un tema come questo in accordo tra le forze politiche è un fattore rilevante. È stata una mossa che andava fatta e noi, con altre forze politiche, abbiamo deciso di agire proprio per tutelare frontalieri e Comuni di frontiera. Ben sapendo che la stessa partita va giocata sui due tavoli: europeo e nazionale». Una stoccata, poi, Marantelli la riserva alla Lega. «Perché in questa fase – conclude – tutti dovremmo indossare la divisa dei vigili del fuoco. Ben sapendo, però, che non si può farlo se prima si è andati a brindare con i piromani di oltre Gaggiolo». Alessio Pagani
s.bartolini
© riproduzione riservata












