VARESE La trasferta di Cittadella rappresenta un vero incubo per il Varese che nei tre precedenti più recenti in casa dei veneti ha sempre perso 2-0. Il 4 giugno del 2000, il Piercesare Tombolato si è rivelato la tomba dei biancorossi di Mario Beretta, eliminati nella semifinale dei playoff per la B e affossati dal rigore di Caverzan e dalla rete di Dalle Nogare. L’11 maggio del 2003, era stata, invece, la truppa guidata da Giorgio Roselli a cadere sotto i colpi di Marchesan e Orsi, mentre l’ultima sfida a Cittadella, in scena il 14 marzo del 2004, era stata fatale proprio a Beppe Sannino, esonerato alla sua prima esperienza sulla panchina del Varese, in seguito allo 0-2 firmato da Ruopolo e Sgrigna.Alle 15 di questo pomeriggio, dunque, il tecnico potrà ritornare su un campo che si è rivelato a dir poco impossibile nel primo decennio del nuovo millennio. L’imperativo rivolto alla squadra dall’allenatore, alla vigilia della partita, è stato appunto quello di fare di tutto per bloccare la tradizione avversa, inaugurando una rotta favorevole. Del resto la sfida con il Cittadella promette di essere un impegno assai arduo, considerando non soltanto i fantasmi dal passato ma anche il carattere dei veneti, disposti a tutto pur di ottenere l’intera posta in palio.Anche il Varese è, però, alla caccia del bottino pieno che, in trasferta, manca
dall’11 dicembre dell’anno scorso, giorno, cioè del 2-0 guadagnato in casa del Modena. Sannino ha dichiarato che la sua formazione deve dimostrare di poter tornare ad essere implacabile anche lontano dal Franco Ossola e, dunque, i biancorossi proveranno ad ogni costo ad inseguire la vittoria.Il gruppo, come al solito, è in emergenza per l’assenza di ben sei giocatori: un leitmotiv, questo, presente ormai da qualche settimana. Tuttavia, il Varese, grazie al suo cuore indomabile, è riuscito a far fronte alle defezioni di uomini importanti, dimenticate e superate facendo ricorso alla ormai proverbiale grinta biancorossa, plasmata proprio da Sannino al suo ritorno sulla panchina biancorossa, nell’ottobre del 2008. Da allora, la squadra continua a correre instancabilmente e, dopo essersi fiondata dall’ultimo gradino della Seconda divisione fino al quarto posto della serie B, vuole continuare a stupire. Sannino esorcizza, però, la parola playoff a cui preferisce senz’altro il termine salvezza, traguardo già raggiunto anche se il tecnico si ostina a dire che mancano altri 15 punti per poterlo festeggiare davvero.Ebbene, un passo verso l’obiettivo dei playoff, che Sannino maschera chiamandolo «salvezza», potrebbe essere fatto proprio oggi al Tombolato: contro il Cittadella ci si attende una grande prova dei biancorossi che, come ha detto l’inossidabile Beppe, sono «ancora degli sconosciuti che devono dimostrare il loro valore dando il massimo con la voglia di giocare sempre alla morte».Filippo Brusa
f.artina
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