VARESE È iniziato lo sciopero della fame per Alexandra Bacchetta, la titolare del Relais Ca’ dei Santi che vuole vedersi riconosciuto il risarcimenti dei danni che la sua attività ha subito a seguito dell’alluvione del 2009. Soldi promessi dal Comune ma mai arrivati. «Un milione di euro – ricorda – Dieci posti di lavoro a rischio e le fatiche di una vita sommerse da un lago di fango. Con i miei genitori abbiamo confidato nei risarcimenti promessi in più sedi all’indomani dell’alluvione, abbiamo tenuto duro e siamo ripartiti. Abbiamo pagato tasse, una parte dei fornitori e abbiamo venduto la nostra abitazione per mantenere in forze i nostri dipendenti. Nessuno è stato licenziato, ma ora non ce la facciamo davvero più. Le abbiamo provate tutte per avere i risarcimenti promessi e mai arrivati». E da oggi la signora Bacchetta rimarrà seduta fuori dalla Prefettura finché non avrà i soldi che le spettano. «Lo faccio per amore di mia figlia e dei miei genitori che hanno perso tutto dopo cinquant’anni di sacrifici – ha sottolineato – E lo faccio per i miei diritti e per quelli degli altri cittadini che sono stati danneggiati dall’alluvione». Varesini che fino ad ora non si sono visti al presidio di Alexandra Bacchetta. «Non mi stupisce – aggiunge -, ormai oltre alle speranze, i cittadini hanno perso anche interesse e fiducia nei nostri amministratori. La gente passa, legge le prime righe del manifesto e riparte per la sua
strada». Ad accoglierla ieri mattina, è arrivato il prefetto di Varese, Giorgio Zanzi. L’ha ricevuta nel suo studio, «come in altre occasioni ho fatto – spiega Zanzi – per ascoltare le sue ragioni. Meriti che sicuramente condivido nei contenuti ma non nei modi d’espressione. La sua forma di protesta è legittima ma probabilmente non è così facendo che otterrà l’ascolto che merita». Anche perché sono passati quasi tre anni dall’alluvione «e a distanza di così tanto tempo – continua – temo sia difficile poter individuare i canali per riaprire dei finanziamenti. Mi sono attivato personalmente cercando di muovermi su più fronti, dalla Regione alla segreteria del Ministro, ma è una faccenda che non ho seguito dall’inizio e che comunque come Ministero dell’Interno neanche mi compete».Fu la protezione civile ad intervenire e a gestire l’emergenza. «Spero in qualche modo di poter esser d’aiuto alla signora Bacchetta e agli altri cittadini alluvionati». Nessuno dei quali è passato dal presidio. «Ho avuto dimostrazioni di solidarietà solo dal signor Leonardo Conti – sottolinea la signora Bacchetta – Lui più di me sta pagando le conseguenze dei danni subiti. La sua attività (la palestra di via Sanvito) non è più riuscita a ripartire». In mattinata solo una rappresentante locale del «Presidio di Montecitorio» (il gruppo di cittadini che da agosto presidia la sede della Camera dei deputati per protestare contro la politica italiana), è passata a farle visita e a manifestarle tutta la loro solidarietà. Valentina Fumagalli
s.bartolini
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