Bruxelles, 14 mag. (Apcom) – In Italia i servizi di soccorso
continuano a non poter identificare il luogo da cui provengono le
chiamate al 112 effettuate da telefoni cellulari. E’ quanto
sottolinea la Commissione europea, che oggi ha deciso di inviare
all`Italia una lettera di messa in mora, invitandola a
conformarsi alla sentenza della Corte e a rendere disponibili ai
servizi di soccorso le informazioni sull`ubicazione del chiamante
per tutte le chiamate al 112. L`Italia rischia una multa se il
caso dovesse approdare di nuovo dinanzi alla Corte.
“Per un funzionamento efficace del numero unico europeo di
emergenza 112 è fondamentale che i servizi di soccorso possano
conoscere l`ubicazione del chiamante”, ha affermato Viviane
Reding, commissaria europea alle Telecomunicazioni, aggiungendo:
“Nella maggior parte degli Stati membri questo servizio è già
operativo e non ci sono motivi per cui l`Italia non possa
metterlo a disposizione dei suoi cittadini”.
Il 15 gennaio 2009 la Corte Ue ha statuito che l`Italia aveva
omesso di mettere a disposizione dei servizi di soccorso le
informazioni relative all`ubicazione del chiamante per tutte le
chiamate telefoniche al 112. L`informazione non è ancora
disponibile in tutta Italia per le chiamate al 112 effettuate da
telefoni cellulari: fa eccezione la provincia di Salerno.
La Commissione prende atto delle misure adottate dalle autorità
italiane per garantire la disponibilità dell`informazione
sull`ubicazione del chiamante il 112, ma invita il governo
italiano ad accelerare la messa a disposizione di tale
informazione per tutte le chiamate al 112 in tutto il territorio
italiano. Qualora non si conformi entro due mesi a questa
richiesta, l`Italia corre il rischio di essere multata per
mancato rispetto della sentenza della Corte.
Mar
MAZ
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