Roma, 20 ago. (TMNews) – E’ un fiume in piena il governatore della Lombardia Roberto Formigoni che, in un’intervista concessa al quotidiano ‘Libero’, è tornato a chiedere cambiamenti urgenti all’interno del Pdl. Il rischio, a suo dire, è quello di trovarsi molto vicini “al funerale del partito”. Ed il governatore ha indicato anche la strada per intraprendere questo cambiamento strutturale: “Intanto azzeriamo le gerarchie” per poi ripartire dalle primarie “a tutti i livelli che significano un’irruzione di una grande forza innovatrice. Basta listini bloccati”. Questo perchè “Così il Pdl è una casta, urge una riforma strutturale, non è possibile andare avanti”.
Ciò che il governatore ha auspicato è “un election day la prima domenica di ottobre: uno si iscrive al partito e poi vota chi vuole tra segretari politici cittadini, provinciali e regionali”. Una visione su cui lo stesso Formigoni ha ammesso “Berlusconi è d’accordo”. Nell’intervista al quotidiano Libero, ha ribadito di “aver apprezzato l’elezione del segretario politico, ho apprezzato anche il discorso programmatico di Alfano. Ho apprezzato meno che, mentre allora sembravamo tutti d’accordo nel fare le primarie, poco prima delle vacanze i mandarini conservatori hanno fatto spostare la data a settembre e poi ad ottobre”. ‘Mandarini’ che il governatore identifica in “quelli che hanno paura del giudizio del popolo”.
Parlando poi di Province, il governatore ha ribadito di essere per “l’abolizione totale”, palesando il proprio rammarico: “Male che nella manovra non ve ne sia traccia”. Quanto ai rapporti con l’alleato leghista, Formigoni è stato chiaro: “Se io alla Lega do in cambio le macroregioni, stia tranquillo che in qualche modo l’accordo lo troviamo”. Anche perchè “io le Regioni le porterei anche a 8”.
xrm
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