Roma, 4 lug. (TMNews) – Bradley Manning, il soldato americano sospettato di essere la gola profonda di Julian Assange e del suo sito WikiLeaks, avrebbe ammesso di avere subito atti di bullismo durante la sua carriera a causa della sua omosessualità. E’ quanto sarebbe emerso da una conversazione online trattenuta da Manning con alcuni attivisti per i diritti degli omosessuali, secondo quanto riferito oggi dal quotidiano britannico The Guardian.
Nonostante abbia sempre cercato di nascondere la sua omosessualità in ossequio al principio del “don’t ask, don’t tell”, Manning ha spiegato al suo interlocutore di essere stato presto scoperto. Lo ha fatto utilizzando il nickname Bradass87 durante una conversazione in chat con un ragazzo diciannovenne identificatosi come ZJ Antolak.
“Appena sono stato scoperto, hanno cominciato a deridermi, insultarmi, aggredirmi. Mi hanno anche colpito fisicamente una o due volte”, ha spiegato.
Coa
© riproduzione riservata










