Roma, 5 lug. (TMNews) – Secondo quanto rivelato da un amico e stretto collaboratore di Ernest Hemingway, A.E Hotchner, il grande scrittore venne indotto al suicidio dall’Fbi, che lo sorvegliava strettamente.
Scrivendo sul New York Times, Hotchner ammette che al tempo non aveva preso sul serio i timori espressi da Hemingway e aveva teso a considerare il suo sospetto di essere nel mirino dell’Fbi una sorta di fissazione. Il tempo, ammette oggi, ha dimostrato il contrario. Nel 1983 l’Fbi ha infatti desecretato una serie di documenti e tra questi un dossier di 127 pagine relative all’autore di “Addio alle armi” e di “Fiesta”. Hemingway, si scopre, era controllato dagli agenti federali agli ordini di J. Edgar Hoover già dagli anni quaranta.
Per anni, racconta Hotchner, “ho cercato di riconciliarmi con la paura che Ernest aveva dell’Fbi, che sbagliando considerav o paranoiaca. Poi i ‘file’ pubblicati hanno fatto chiarezza. Ora credo che patisse davvero quella sorveglianza e che questa sorta di persecuzione abbia contribuito sostanzialmente ad accrescere la sua angoscia e portarlo al suicidio”.
Ernest Hemingway si è suicidato a Ketchum 50 anni fa, il 2 luglio del 1961.
vgp/bol
© riproduzione riservata










