VARESE La Velina verde crea tensione e dissidi nella Lega. Soprattutto da quanto i sospetti dei militanti si sono concentrati sulla “varesinità” dell’ignoto autore che si cela dietro il blog.
Sull’indentikit tracciato ascoltando i militanti della provincia di Varese, che sospetterebbero di due figure in particolari, leghisti dagli anni Novanta, uno dei quali sembrerebbe, dalle indiscrezioni, essere interno al Comune di Varese, i vertici lumbard varesini non si espongono.
«Non credo sia un leghista» taglia corto il segretario della sezione varesina Marco Pinti. Ma poi aggiunge: «E se avesse la tessera della Lega, non sarebbe comunque un leghista». Tradotto: nonostante la Velina si spacci per difensore della Lega delle origini, farebbe il male del Carroccio.
Non ha dubbi sul fatto che sia un leghista il consigliere comunale ed ex assessore Gladiseo Zagatto: «È una cosa che mi intristisce. Non credo si tratti di qualcuno della sezione di Varese, ma sicuramente ritengo sia un leghista. Non della sezione, perché nessuno ha mai mostrato questo risentito verso Bobo. Ma che faccia parte del nostro partito, purtroppo, mi sembra scontato. Perché dimostra di sapere troppe cose. Ed ha evidentemente l’obiettivo di attaccare Maroni e quelle personalità che fanno a lui riferimento».
Crea amarezza. Questo è soprattutto l’effetto della Velina verde, che dopo tre post, tutti inseriti fino ad ottobre dell’anno scorso, sembrava essere scomparsa nel nulle. Per poi riapparire, subito dopo il Maroni day a Varese, con un altro viscido attacco all’ex ministro.
Ad essere amareggiarto è il consigliere comunale ed ex presidente di circoscrizione Massimo Realini. «Mi sembrano vecchie storie da Dc della prima repubblica – dice Realini – storie di “minacce” dette e non dette. Mi mettono addosso una tristezza allucinante».
Insomma, l’ipotesi che sia effettivamente un leghista che conosce bene la realtà di Varese sembra ormai accettato dai lumbard varesini. Dalle ultime indiscrezioni, arrivate ieri, si aggiungerebbe un altra caratteristiche all’identikit. Dalla Lega fanno infatti sapere che sembrerebbe essere, l’ipotetico autore, o perlomeno uno dei sospettati, molto vicino al cerchio magico. Ma naturalmente sono solo voci di corridoio. Il mistero s’infittisce. E intanto, dopo la notizia di questa “caccia all’uomo”, l’autore si è ringalluzzito. Domenica sera ha infatti deciso di creare anche il profilo Facebook della Velina. “Lavelinaverde la velina” il nome. E sta chiedendo amicizie anche ai varesini.
Su Facebook non si sono sbilanciati, postando commenti in generale contro tutta la dirigenza. «Cittadini lombardi, ma anche veneti, piemontesi, emiliani, liguri e friulani… la dirigenza della Lega Nord da tempo si sono venduti al sistema (testo letterale, ndr)… perché avidi di denaro e non di ideali». E poi: «La dirigenza leghista… un flop». Nessun nome preciso. Addirittura, la prima pagina che hanno iniziato a seguire è “Roberto Maroni”, una della fan page dell’ex ministro, ma non quella ufficiale.
Ieri mattina, intanto, si è svolto a Palazzo Estense un vertice nell’ufficio del sindaco Attilio Fontana alla presenza di Roberto Maroni e anche del senatore Fabio Rizzi. All’uscita, l’ex ministro non ha rilasciato dichiarazioni. «Abbiamo parlato di cultura – dice Rizzi – del futuro della Fondazione Cattaneo». L’argomento Velina verde, giurano, non è entrato nella discussione.
Marco Tavazzi
s.bartolini
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