VARESE Perché essere leghisti? Perché si è nati a Varese, o perché peggio dello Stato italiano c’è solo la Tanzania. Parole scritte e recitato dal segretario cittadino lumbard di Varese Marco Pinti, ideatore del dialogo “Qualcuno è leghista”, liberamente ispirato all’arte gaberiana sullo stile di “Qualcuno era comunista”. E trasmesso in questi giorni da Telepadania.
Un dialogo a due, uomo donna, leghista leghista. Da una parte il volto barbuto, il capello lungo e lo stile un po’ “sinistroide” di Pinti, dall’altro l’eleganza della giornalista di Telepadania Camilla Vanaria.
«Qualcuno di noi è leghista perché vede la Svizzera come una promessa, l’Irlanda come una poesia» dice Pinti. E risponde Vanaria, prendendo in giro Pinti: «Qualcuno di noi è leghista perché prima prima prima era comunista».
Un dialogo ironico, che la butta sul ridere. Tocca alla donna dire: «Qualcuno di noi è leghista perché ce l’ha sempre duro». All’uomo: sminuire il mito della virilità padana: «Qualcun altro è leghista perché vorrebbe averlo duro, almeno una volta, duro, una volta». Ma non è solo ironia. E anche frecciate interne ed esterne al partito di Bossi. «Qualcuno è leghista perché Bossi è una brava persona». E quindi il raffronto: «Qualcuno è leghista perché Formigoni non è una brava persona».
Così uno sguardo disilluso. «Qualcuno è leghista perché spera in una raccomandazione». E poi: «Qualcuno è leghista perché ascolta solo Radio Padania». E quindi: «Qualcuno lo è perché ci lavora».
E c’è spazio anche per i problemi interni, critiche contro il verticismo messo alla berlina. È così che Pinti spara: «Qualcuno è leghista perché c’è la grande sede di via Bellerio». E tocca a Vanaria suggerire: «Qualcuno è leghista nonostante ci sia». Ed è sempre il volto di Telepadania che dice: «Qualcuno è leghista perché non ne possiamo più delle solite facce democristiane e mafiose». Mentre il segretario puntualizza: «Qualcuno è leghista perché essere contro è leghista». I problemi però si superano contro il nemico esterno: «Come si fa a dire che l’Italia è una democrazia?».
E c’è chi è «leghista perché sogna una morale diversa da quella italiana». E quindi il finale, con Pinti che scuote la testa e ammette: «Siamo leghisti…». Puntini di sospensione. E la battuta finale di Vanaria: «…perché non siamo italiani». Sarà vero, o la Lega è ormai completamente italianizzata? C’è ancora qualcuno che spera di no. E dissacrati i falsi miti, si appella alla razionalità sognante di Gaber.
Marco Tavazzi
e.marletta
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