Il Tar dà ragione alle sale gioco E il Comune perde la battaglia

Il Tar dà ragione alle sale gioco E il Comune perde la battaglia

VARESE Bocciato dal Tar, il sindaco di Varese promette che continuerà la sua battaglia contro il gioco d’azzardo.Il primo cittadino non ha il potere di limitare l’attività delle sale da gioco per un’emergenza generica come l’incemento della tossicodipendenza da slot di cui non sono stati forniti dati precisi. Queste in sostanza le ragioni contenute nella sentenza appena deposita dalla terza sezione del Tribunale amministrativo di Milano (Tar) che ha accolto il ricorso presentato da due esercenti varesini e da una società che acquista, vende e noleggia slot. Una sentenza che annulla l’ordinanza firmata da Attilio Fontana in materia di «tutela dell’utenza sociale nell’utilizzo degli apparecchi per il gioco».La delibera imponeva una serie di limitazioni alle sale da gioco, ma non ai bar che ospitano all’interno lo stesso genere di macchinette, e per questo è stata giudicata discriminatoria dal Tar.In particolare, il sindaco voleva obbligare le sale giochi a esporre un cartello all’esterno indicando gli orari di esercizio che non potevano superare la fascia compresa tra le 9 e le 22. In più imponeva di esporre all’interno del locale manifesti sulla pericolosità di assuefazione

ed abuso e alcuni numeri di telefono cui i giocatori patologici possono rivolgersi. Infine vietava di piazzare queste macchinette all’aperto, all’interno di esercizi commerciali o a meno di 200 metri da scuole, ospedali e luoghi di culto e di pubblicizzarle. Tutti accorgimenti cui il Governo alla fine ha rinunciato.«Dispiace che il Governo ancora una volta abbia perso l’occasione per imporre delle regole in grado di prevenire le terribili conseguenze legate all’abuso del gioco d’azzardo – commenta Fontana – da un governo tecnico era lecito aspettarsi che il buon senso potesse prevalere sull’interesse delle lobby, e invece…».Rammaricato quindi, ma niente affatto pervinto, il sindaco ha tutte le intenzioni di portare avanti la sua battaglia: «Il vizio del gioco è un fenomeno in continua crescita e sempre più preoccupante, soprattutto per le fasce meno protette della popopolazione», spiega. «Non condivido le ragioni contenute nella sentenza del Tar – aggiunge – come primo cittadino mi sento responsabile della salute e della libertà dei miei concittadini resi schiavi da questa dipendenza». Si lavorerà, dunque, sul Piano di governo del territorio e trascinando in questa battaglia l’Ance Lombardia.

s.bartolini

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