Crisi/ Europa su montagne russe, risalita su ipotesi aiuto Brics

Crisi/ Europa su montagne russe, risalita su ipotesi aiuto Brics

Roma, 13 set. (TMNews) – Borse europee sulle montagne russe, almeno oggi concludendo in una direzione rassicurante: in recupero. Questo dopo una seduta in cui si è trascinata l’alta tensione che ha movimentato gli indici con una volatilità particolarmente accentuata. Alla chiusura a Milano il Ftse-Mib ha segnato un più 2,19 per cento, Londra ha chiuso al più 0,87 per cento, Francoforte al più 1,85 per ceto e Parigi con più 1,41 per cento tra

forti recuperi di alcune grandi banche francesi, speculari a precedenti cadute. A spingere gli indici sembra esser stata la crescente attesa di una linea franco tedesca per superare i rinnovati timori sulla Grecia, mentre domani si terrà una consultazione telefonica tra il premier greco George Papandreou, il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Si spera venga scongiurato lo spauracchio di una insolvenza sui pagamenti, quantomeno con qualche procedura ordinata e non traumatica.

Ma sono diversi i fattori hanno orientato gli scambi, prima al rialzo in apertura e poi facendo virare gli indici a ribassi, nell’ansiogena attesa di una nuova asta di titoli di Stato in Italia. Superato senza intoppi questo collocamento – in cui la domanda ha nuovamente superato l’offerta, pur al prezzo di un aumento dei rendimenti – la cappa di tensione sembra essersi diradata. E se da un lato si sono ridimensionate le attese su possibili manovre della Cina a favore dei bond italiani, dopo indiscrezioni di stampa ieri sera in merito a colloqui tra il Tesoro e le autorità cinesi, che poi è stato precisato riguardavano eventuali investimenti industriali – dall’altro nel pomeriggio lo scenario di un soccorso dei big emergenti è stato rilanciato dal Brasile.

Il ministro delle Finanze Guido Mantega ha riferito che la settimana prossima a Washington i paesi Brics – acronimo di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa – discuteranno possibili interventi comuni a sostegno dei bond dell’area euro, riuniendosi prima degli incontri autunnali di Fmi e Banca Mondiale. Non è scontato che vengano decisi

aiuti, ma sarebbe una manovra interessata, visto che se l’Europa finisse gambe all’aria sui debiti, trascinerebbe presumibilmente con sé gli Stati Uniti in un fase di crisi di pagamenti e recessione dalle mille incognite, compromettendo anche l’export del paesi Brics, così importante per le loro economie. In recupero l’euro, nel pomeriggio a 1,3687 dollari.

Questo accavallarsi di notizie si è fatto sentire anche sul mercato obbligazionario dell’Italia, assieme all’asta che oggi riguardava Btp a 5 anni. La penisola ha piazzato titoli per oltre 3,86 miliardi di euro e pur registrando una domanda che ha superato l’offerta – totalizzando 4,94 miliardi di euro – si è registrato un netto aumento dei rendimenti, al 5,60 per cento è stata di 0,65 punti superiore rispetto alla precedente asta.

Sulla scadenza più utilizzata come riferimento, quella dei 10 anni, i rendimenti dei Btp stamattina sono arrivati a raggiungere il 5,74 per cento e in questo modo ha segnato nuovi ampliamenti, in prossimità dei massimi storici, il differenziale di rendimento (spread) dei Btp rispetto alle emissioni equivalenti della Germania, i Bund, che invece nelle fasi di tensione vengono premiati da acquisti e vedono così i rendimenti calare. I bond tedeschi offrono appena poco più dell’1,70 per cento e così stamattina lo spread è arrivato a superare la soglia psicologica dei 400 punti.

Materialmente significa che per trovare acquirenti sul mercato, le emissioni italiane già in circolazione devono offrire circa 4 punti percentuali di rendimento in più rispetto alle tedesche, come maggiorazione sul premio di rischio. Perché più si ritiene sicura la solvibilità di una emittente, meno le si richiede in termini di rendimenti, e viceversa. Successivamente lo spread si è moderato, a 388 punti base in chiusura secondo i dati Bloomberg. Ma il quadro resta incerto e dopo la chiusura dell’Europa a Wall Street tornano a evidenziarsi debolezza: a metà seduta se il Nasdaq sale dello 0,47 per cento, l’indice Dow Jones segna invece un meno 0,14 per cento.

Voz

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