VARESE A Varese, non sono solo gli alberghi a mostrare segnali di crisi. I bed&breakfast, che negli ultimi anni in provincia hanno conosciuto una grande espansione trainati dalla crescita di Malpensa, oggi presentano un bilancio di decisa contrazione degli arrivi nei primi mesi 2009, specie nell’area dell’aeroporto. Mentre latitano le prenotazioni per l’estate sui laghi e si nota una riduzione dei giorni di permanenza.Dopo la fotografia nera di Federalberghi Varese, che dal primo trimestre dell’anno in poi mostra un calo costante, con il «turismo a terra» perché appesantito dalla «zavorra a Malpensa», è negativo anche il bilancio
delle case che offrono “alloggio e colazione”. «La situazione è semplice: il telefono non squilla più per le prenotazioni – dice Cinzia Pedrani, responsabile della principale associazione in provincia “Nel verde tra i laghi” che riunisce una ventina dei B&b – il calo degli arrivi è oggettivo, lo hanno sentito gli alberghi e lo sentiamo anche noi, perché rispetto all’anno scorso, in questo periodo il lavoro è sceso di più del 50%. Chi può contare su una certa clientela fissa sente di meno la crisi, ma tutti si sono accorti che il mercato è sostanzialmente fermo».
Le strutture in provincia sono circa 120, tra operatori organizzati e di esperienza, e altri più improvvisati. Una rete che raccoglie una fetta del turismo di Varese – sia per lavoro che leisure – diffusa da Nord a Sud, grazie a un’espansione costante negli ultimi anni, favorita dalla facilità di apertura: se si hanno i requisiti (massimo tre camere e sei posti letto, privacy garantita per i clienti e pochi altri), per partire basta una semplice dichiarazione di inizio attività e l’impegno a comunicare alla Provincia servizi e i prezzi praticati.
L’incremento dei clienti negli scorsi anni, così, ha fatto fiutare l’affare a tante proprietari di casa, fino al boom dell’anno scorso, quando i B&b sono cresciuti di un’altra ventina in prospettiva dei Mondiali di ciclismo. «Durante i Campionati ci sono state molte prenotazioni, ma solo per due settimane – spiega Pedrani – in realtà, se fino al 2007 c’era stata costante crescita del lavoro, già nel 2008 si era sentito un certo rallentamento: diciamo che quello del 2009 era un tracollo annunciato. Nonostante questo, sono ottimista per la stagione estiva, con le prenotazioni sui laghi». Che per il momento, in realtà, sono poche. E mentre solitamente cominciavano ad arrivare fin dopo Pasqua, oggi mostrano ritardo. In più, tra le camere riservate, si nota una riduzione dei giorni di permanenza. «Va detto, però che si sta diffondendo sempre più la tendenza alla chiamata all’”ultimo minuto" – dice Pedrani – E speriamo nell’Expo, che può essere una grande occasione».
Piero Orlando
s.bartolini
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