VARESE Cinque milioni di euro spesi a gennaio per due giocatori, Missiroli (valutato tre e mezzo) e Troianiello: sono cose che non capiremo mai, anche se i soldi sono di Giorgio Squinzi e lui ne fa ciò che vuole. Ci sono altre strade: costava uguale, o forse meno, tutto il Varese che un anno fa aveva un piede in serie A.
Se scuci cinque milioni sull’unghia non possono definirti sorpresa, non esiste il fiuto, non c’è stupore, non sei un modello (se gli altri facessero come te, chiuderebbero bottega) e invece di chiamarti Sassuolo diventi il Real Madrid della B. Non vieni promosso? Hai fallito, e finalmente smetteremo di leggere la favoletta degli sms di Mourinho che si complimenta con Pea. Per favore, basta: gli emiliani sono più forti di Torino e Pescara.
Non riusciamo a dare torto a Zeman quando, prima di Pescara-Cittadella, sibilò: «I veneti non verranno a chiudersi, non fa parte della mentalità di Foscarini. Lui del resto non ha lavorato con Mourinho come ha fatto Pea». Ha ragione da vendere. Prendiamo l’ultima giornata: il Varese ha battuto il Gubbio col 56% di possesso palla mentre il Sassuolo è andato a vincere a Bari, ma la superiorità nel gioco – ovviamente – fu pugliese (stesso 56%).
Partita così in bilico che può vincerla il migliore: Maran. Quando la squadra è rientrata negli spogliatoi dopo avere battuto il Gubbio, l’ha inchiodata: «Avete giocato dieci minuti e il Sassuolo aspetta che facciate proprio questo. Là non basterà giocare e non dovrete farlo, perché è quello che vogliono».
A questo livello, contro chi fa mezzo tiro e segna, decide la zampata mortale più del resto. Decide El Diablo. O, al massimo, Bressan. Siamo più squadra: pur crescendo, non ci facciamo cambiare dai milioni e dai paperoni.
Non abbiamo mai dimenticato che una volta giocavamo davvero a Sassuolo, davanti a una tribunetta e due curve in ferro: era l’89/90, e fu l’ultima partita raccontata da Natale Cogliati prima di morire. L’ultima prima della promozione: sappiamo cosa starai pensando ora, Natale: allora la C1, oggi la A. Questa partita è un inizio. Nessuno ha paura di noi, ma alla fine, qualunque cosa sarà successa, sarà iniziata a Sassuolo.
Andrea Confalonieri
s.affolti
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