VARESE L’ultima Tac compiuta sul corpo riesumato aveva dato esito negativo: non ci sarebbero tracce, insomma, di quei traumi violenti che avrebbero concausato la morte dello sfortunato artigiano. E questo sino alla scorsa settimana sembrava essere un dato di fatto (anche se la perizia completa verrà depositata solo il prossimo 7 marzo).Ieri mattina, in aula, ci ha però pensato Fabio Anselmo, il legale che assiste Lucia (una delle sorelle di Uva), a scompaginare le carte in tavola. Esistere, ha rivelato, un altro parere secondo il quale la Tac sarebbe in realtà positiva e rivelerebbe un politrauma ai danni della vittima. A firmare la consulenza (di cui però, finora, non c’è traccia fra
le carte processuali) non sarebbe un anonimo Signor Nessuno, bensì una delle massime autorità europee nel campo: Giuseppe Guglielmi, professore associato di diagnostica per immagini e radioterapia presso la facoltà di medicina e chirurgia dell’Università degli Studi di Foggia. Guglielmi sarebbe, a detta di Anselmo, un luminare soprattutto nell’esame delle Tac compiute su cadaveri: esame che, oltre alle varie difficoltà, deve tener conto anche della decomposizione del corpo (la Tac su Uva è stata eseguita a tre anni e mezzo dal decesso). Guglielmi, insomma, avrebbe visto qualcosa sfuggito invece ad occhi meno focalizzati dei suoi. È davvero così. Se ne saprà di più forse già dalla prossima udienza, fissata per il 5 marzo.
e.romano
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