“Il Varese è un ciclista in fuga Non deve guardare indietro”

VARESE – A volte capita che le sensazioni siano più importanti dei punti in classifica. Succede raramente, è vero, ma di tanto in tanto si ha la fortuna di assistere a partite capaci di regalare il mondo intero al di là del risultato. “Capita che dopo partite come quella di sabato – dice il mister bianorosso Rolando Maran – ci si può permettere il lusso di guardare solo la prestazione, di fermarsi a quello che ha fatto la squadra, di dimenticarsi per un attimo il risultato”.

E allora, permettiamoci questo lusso…
Il Varese ha giocato una grande partita. Sostanza, attenzione, personalità: aggettivi abusati nel calcio ma perfetti per la nostra partita. Siamo stati capaci di essere diversi: solitamente siamo spumeggianti, ma non è facile farlo quando giochi contro una squadra che sta con dieci giocatori fissi nella propria metà campo.

Se un alieno fosse piombato sulla terra per vedere la partita se ne sarebbe andato convinto di aver visto la capolista (il Varese) conto una buona squadra (il Sassuolo). Non crede?
Gli alieni però, almeno per il momento, non arrivano: però prendo la considerazione come un complimento. Se c’è stata una squadra che ha provato a vincere, quella squadra è stata la mia.

Certo, siete tornati a casa con due punti in meno rispetto a quelli che avreste meritato.
Sbagliato: siamo tornati a casa con un punto in più, colto sul campo di una squadra che dalla ripresa del campionato dopo la sosta natalizia aveva fatto cinque vittorie e un pareggio.

Ora, la pausa: possiamo dire che ci dispiace?
E perché?

Perché passerà troppo tempo prima di poter tornare a veder giocare questo Varese.
Questo è un complimento bellissimo, capace di dare un senso al nostro lavoro. Lo accetto e rilancio, rivolgendomi a chi la pensa così: cullate questa voglia di Varese, fatela crescere e stuzzicatela nei prossimi giorni fino a renderla insopportabile. E poi sfogatela quando sarà il momento di tornare allo stadio.

Venerdì 2 marzo, Varese-Vicenza.
Sarebbe davvero bello essere in tanti, per quella sera. Sarà una partita delicata perché arriva dopo una sosta, sarà particolare perché tutto è iniziato qualche mese fa proprio contro il Vicenza, sarà emozionante perché io quella squadra l’ho allenata per due anni. Affrontiamola tutti insieme.

E sarà pure importante: la prima di due sfide casalinghe che potrebbero significare molto.
Io credo che il modo migliore per affrontare le prossime due sfide in casa sia quello di far finta che ce ne sia una sola. Non voglio pensare a cosa succederà dopo Varese-Vicenza: vincere quella partita ci permetterà di guardare a quello che ci sarà poi.

Maran e la classifica: si guarda avanti, o ci si guarda indietro?
A voi piacciono i paragoni con il ciclismo, e questa volta ne faccio uno io. Quando un ciclista è in fuga, vede solo la strada che ha davanti: nient’altro. Se inizia a voltarsi indietro, significa che gli fanno male le gambe, che è stanco, che ha paura e sente il gruppo arrivare. No, noi non ci voltiamo indietro: i nostri avversari aspettano solo questo.

Maran e il turnover: giocatori nuovi, gerarchie ridisegnate. Come lo gestisce?
I nuovi arrivati sono qui per dare una mano e per continuare una cavalcata iniziata e portata avanti da chi era qui prima di loro. Stiamo vivendo un momento bellissimo, perché ce lo siamo costruito dal mese di ottobre. Ora proviamo a fare un passo in più, insieme a chi si è aggiunto a questo gruppo fantastico.

Bello: però De Luca sta giocando poco. Non è che si deprime?
Ha diciannove anni e finora ha collezionato venti presenze in una squadra fortissima come il Varese: sta facendo tantissimo, per lui e per noi. Chi sta fuori è il nostro valore aggiunto, e lo dimostrano le partite fatte sabato da Martinetti e Felipe.

Una parola per Pettinari.
Ci siamo spaventati ma le notizie che ci arrivano sono rassicuranti. Stia tranquillo, che tra una settimana tornerà in campo il Leo che tutti conosciamo.

Francesco Caielli

a.confalonieri

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